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Nuovi impianti di vite da vino: le richieste in Italia superano di dieci volte la superficie autorizzata

Nuovi impianti di vite da vino: le richieste in Italia superano di dieci volte la superficie autorizzata

Il primo anno di applicazione del nuovo regime di autorizzazione agli impianti di vigneti ha provocato una vera e propria esplosione di richieste da parte degli agricoltori italiani. La superficie richiesta infatti è stata di 637.634 ettari, quando nel nostro paese, in base alle nuove regole, ogni anno possiamo impiantare nuove viti solo per 6.376 ettari.

La superficie media e chi ha fatto più domande

Le richieste di autorizzazione per nuovi impianti hanno riguardato in media circa 5 ettari a richiedente.

  • 57.645 domande sono state presentate da imprese che oggi fanno solo seminativi, e questa la dice lunga sugli effetti provocati dalla crisi dei prezzi di mercato dei cereali.
  • 1.500 domande sono state avanzate da chi coltiva pascoli.
  • Solo 7.440 domande provengono da aziende viticole che quindi vogliono ingrandirsi.

Le percentuali di approvazione delle domande

Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia fa il punto della situazione nelle divers regioni: «Piemonte, Umbria e Lazio hanno visto soddisfatte al 100% le richieste di nuovi impianti che interesseranno rispettivamente 397, 109 e 160 ettari. Valle d’Aosta (5 ettari), Trento (101 ettari), Marche (173 ettari), Campania (241 ettari) e Sardegna ( 262 ettari) hanno ottenuto percentuali di approvazione tra il 50 e l’80%. Liguria (16 ettari) , Lombardia (228 ettari), Bolzano (55 ettari), Toscana (581 ettari), Abruzzo (318 ettari), Molise (54 ettari), Puglia (868 ettari), Basilicata (40 ettari), Calabria (104 ettari) e Sicilia (1008 ettari) hanno un livello di approvazione al di sopra del 20%. Friuli Venezia Giulia (260 ettari), Veneto (873 ettari) ed Emilia-Romagna (523 ettari) hanno un livello di approvazione inferiore al 20%. Dunque il primo anno di applicazione del nuove regime di autorizzazioni fa emergere una fortissima concentrazione geografica delle richieste nelle tre principali regioni del nord-est, e Toscana, Puglia e Sicilia hanno avanzato richieste di circa cinque volte in più rispetto alle superfici che si possono concedere».

Come funziona il nuovo regime di autorizzazioni

Il nuovo regime di autorizzazioni dei vigneti è in vigore dal 1° gennaio 2016 e sarà attivo sino al 31 dicembre 2030. Le domande di autorizzazione ai nuovi impianti vanno presentate al Ministero per le politiche agricole dal 15 febbraio al 31 marzo di ogni anno in modalità telematica nell’ambito del SIAN.

Se la totalità delle domande ammissibili risultano inferiori ai 6.376 ettari, che è la superficie annuale per nuovi vigneti assegnata all’Italia, verranno tutte accettate. Se invece le richieste di autorizzazione risultano superiori ai 6.500 ettari, vengono concesse con un criterio proporzionale.

Il Ministero stabilisce l’elenco delle aziende alle quali è stata concessa autorizzazione di nuovo impianto e lo comunica alle Regioni entro il 1° giugno di ogni anno. Le autorizzazioni sono concesse gratuitamente e il produttore, ricevuto il benestare, ha tre anni di tempo per effettuare il nuovo impianto. Qualora la superficie assegnata risulti inferiore al 50% della superficie richiesta, il viticoltore potrà rinunciare all’assegnazione e le superfici risultanti dalle eventuali rinunce possono essere assegnate in aumento nelle annualità successive.

Le autorizzazioni non sono trasferibili né a titolo oneroso né a titolo gratuito e questa è una differenza sostanziale rispetto al vecchio regime.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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