Pac 2023, come recuperare il taglio dei pagamenti di base

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La decisione di dimezzare, dal 1° gennaio 2023, il monte spesa destinato al pagamento di base (che passa dall’attuale 85% al 48%) provocherà il dimezzamento del valore dei titoli Pac, ma consentirà di avere molte risorse in più da destinare ad altre voci di sostegno. Vediamo quali sono.

Pagamento redistributivo per aziende medio-piccole

Sostegno destinato alle aziende agricole sino a 50 ettari ammissibili, che ottengono 85 euro/ha sui primi 14 ettari. Vengono coinvolti 4,3 milioni di ettari.

Eco-schemi, nuovo pagamento facoltativo

Gli eco-schemi sono cinque tipologie di aiuto che coinvolgono molti settori produttivi, come indicato nell’immagine seguente.

Sostegni accoppiati più ricchi

Anche nella nuova Pac i sostegni accoppiati vengono confermati per molti settori strategici, con una dotazione di spesa che aumenta rispetto a oggi in particolare per grano duro, riso, soia e leguminose.

Sostegno ai giovani agricoltori

È previsto un sostegno per i giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto 40 anni, per un periodo massimo di 5 anni, con importo ancora da definire ma che oscillerà tra 80 e 100 euro/ha per un massimo di 90 ettari.

Impatto su alcuni casi aziendali

Alla luce di queste altre componenti di aiuto, vediamo allora come la nuova Pac 2023-2027 impatterà per alcune realtà aziendali prese come esempio. Ne ha parlato il presidente di Ismea Angelo Frascarelli nel corso di un webinar organizzato da Nomisma e Philips Morris.

Azienda agricola di 45 ettari a seminativi e foraggi

Come si vede, l’azienda in questione nel 2022 percepirà 300 euro/ha tra pagamento di base e greening. Nel 2023 il pagamento di base passa a 170 euro/ha circa (colonna azzurra) ma recupera grazie al pagamento redistributivo (parte rossa) e con il pagamento accoppiato (parte gialla) dedicato alle colture indicate precedentemente.

Azienda agricola a mais di 200 ettari

In questo caso la perdita è secca e senza recupero. Infatti si passa da un pagamento di base + greening del 2022 di 380 euro/ha e nel 2023 ci si ferma a 190 euro/ha, non potendo compensare con altri sostegni del primo pilastro. In questo caso non rimane che aderire ad alcune misure del Psr, come la M10 “Agroambiente” per minime lavorazioni, cover crops, agricoltura di precisione, interramento liquami, eccetera.

Azienda agricola di 45 ettari gestita da un giovane

Nel 2022 il titolo vale 400 euro/ha dalla sommatoria di pagamento di base, greening e aiuto ai giovani. Nel 2023 si passa a 340 euro/ha, recuperando la perdita del pagamento di base con il pagamento redistributivo e con gli aiuti accoppiati.

L’azienda che migliora con la Pac 2023

Questa tipologia di azienda gestita da un giovane nel 2022 ha un pagamento di base + greening di 300 euro/ha e nel 2023 migliora il valore dei titoli salendo a 370 euro/ha, perché intercetta il pagamento redistributivo (essendo sotto i 50 ettari), il pagamento per giovani agricoltori, l’eco-schema e il pagamento accoppiato.

Come si distribuiscono i titoli Pac in Italia

Come si vede dall’immagine seguente, in Italia abbiamo 10,8 milioni di titoli Pac così suddivisi:

1) 52,9% ha un valore inferiore ai 200 euro/ha
2) 39,70% ha un valore compreso tra 200 e 300 euro/ha
3) 6,97% ha un valore compreso tra 300 e 1000 euro/ha
4) 0,32% ha un valore compreso tra 1000 e 2000 euro/ha
5) 0,03% ha un valore superiore ai 2000 euro/ha

Dunque la cosiddetta convergenza dal 2015 al 2019, come si vede dal grafico, negli anni passati ha già fatto un buon lavoro, anche se ancora c’è da fare per una distribuzione migliore delle risorse.

Resta da risolvere il problema del mais

Da quanto detto emerge che le due colture penalizzate dalla nuova Pac sono il mais e il grano tenero, che non possono contare né sugli aiuti accoppiati né sugli eco-schemi. Occorre dunque correre ai ripari al più presto, perché si tratta di due colture importantissime per il nostro made in Italy e che importiamo ancora in grandi quantità. Meraviglia poi che, nel caso del mais, i tanto sbandierati progetti di sostegno da parte del ministero siano finiti nel dimenticatoio. Sarà bene aggiustare il tiro e aggiungere presto a questa nuova Pac dei sostegni adeguati ai due cereali abbandonati.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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