Roberto Bartolini18 Maggio 20233min36613

Pac e BCAA 7, sono ammesse le cover crops che diventano coltura secondaria

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Il mondo agricolo può tirare un sospiro di sollievo a proposito della norma sulla condizionalità BCAA 7 (“Rotazione delle colture sui seminativi”), che dal 2024 obbliga a cambiare genere botanico sulle singole particelle oggetto di domanda Pac. Le sollecitazioni a un chiarimento definitivo, pervenute da più parti, a proposito della possibilità o meno di utilizzare le cover crops per interrompere la monosuccessione, hanno prodotto una risposta ufficiale del Ministero dell’agricoltura.

Il Masaf a nostro avviso era già stato sufficientemente chiaro in un webinar di qualche giorno fa, ma poiché dubbi e incertezze interpretative non erano fugate del tutto, ben venga questa presa di posizione ufficiale. La riportiamo qui di seguito così come l’abbiamo ricevuta da Antonio Frattarelli del Masaf, che ringraziamo pubblicamente.

La posizione ufficiale del Masaf

«Se una coltura viene portata al termine del ciclo produttivo, permanendo in campo almeno 90 giorni, allora si configura come “coltura secondaria” e va oltre la sua funzione iniziale di coltura di copertura, diventando, come detto, un coltura secondaria. In altre parole, se una coltura parte come coltura di copertura e poi viene trattenuta in campo fino a fargli produrre il baccello per più di 90 giorni (cito, solo per fare un esempio, il favino), diventa una “coltura secondaria” in piena regola.
Quindi non si può dire che le colture di copertura, come tali, interrompano la monosuccessione, ma che qualsiasi specie, solitamente usata come coltura di copertura, se è impiegata come coltura secondaria, allora interrompe la monosuccessione.
È un problema di funzione e durata al tempo stesso (sono entrambe condizioni necessarie e non sufficienti, ma devono essere presenti tutte e due): una coltura di copertura che invece è tenuta in campo solo per 60-70 giorni (sicuramente meno di 90 giorni) e non produce alcun “frutto”, espleta la sua funzione di “coltura di copertura” e non è sicuramente una “coltura secondaria”, con fini produttivi, che interrompe la monosuccessione».

Dunque, riassumendo: via libera alla semina delle cover crops autunnali per potere, ad esempio, riseminare mais sulla stessa particella: si tratta, finalmente, di una gran bella notizia che speriamo riesca a fermare la costante contrazione di superficie di una coltura così fondamentale per il nostro agroalimentare e non solo.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


3 commenti

  • Umberta Mesina

    19 Maggio 2023 at 5:41 pm

    Veramente qui il problema sta a monte, nei termini. Si sta dicendo che la cover crop (coltura da sovescio) è accettabile se… smette di essere una cover crop e diventa una coltura da raccolto. Allora, perdindirindina, smettiamo di chiamarla cover crop, così non ci si confonde!

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  • Luca Prada

    19 Maggio 2023 at 10:00 pm

    Quindi in un caso particolare come ad esempio la vigna cinese che sarebbe di fatto il fagiolo dall’occhio e lo danno che arriva pronto in 60 giorni mi verrebbe da dire che è considerato coltura secondaria perchè anche se in minor tempo ma compie comunque il suo ciclo e magari in questo caso aiuterebbero le fatture di vendita del prodotto ottenuto

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  • fabio

    30 Gennaio 2024 at 6:25 pm

    buongiorno avendo aderito al psr 2023 cover crops a contributo si può considerare come seconda cultura? Grazie

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