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Quando funzionano i sistemi di assistenza tecnica regionale, le stalle chiudono meno

Quando funzionano i sistemi di assistenza tecnica regionale, le stalle chiudono meno

Dal 1998 al 2014 in Italia il numero di stalle di bovini da latte è sceso da 89.836 a 34.231, con una caduta del 61,90%. Il dato davvero impressionante è dell’Aral Lombardia, regione dove in 16 anni il numero di stalle aperte è passato da 11.751 a 5.869, che significa la chiusura di 5.882 allevamenti da latte.

Ma la produzione di latte aumenta

Nonostante questo, la produzione di latte in Italia è leggermente cresciuta e questo dato conferma che riescono a stare sul mercato solo allevamenti molto tecnologici, gestiti in maniera imprenditoriale e soprattutto opportunamente assistiti da enti tecnicamente preparati come l’Aral. Nella campagna aprile 2014-marzo 2015 le consegne di latte a livello nazionale hanno raggiunto gli 11 milioni di tonnellate, cioè 240 mila tonnellate in più rispetto alla scorsa campagna.

L’importanza dell’assistenza e dell’analisi critica

I dati Aral dicono anche che quando c’è assistenza tecnica la contrazione delle stalle è del 26%, ed è ancora più inferiore (19%) quando le stalle si sottopongono ai controlli funzionali. Insomma, quando c’è assistenza tecnica qualificata e quando gli allevatori imboccano la via dell’analisi critica di ciò che si fa tutti i giorni in azienda, chiudono meno stalle e questo la dice lunga sulla necessità che ha il nostro paese di servizi tecnici in campo e in stalla. Tradotto significa: meno burocrati chiusi negli uffici regionali e più tecnici qualificati che per 365 giorni all’anno diano un supporto sul campo ai nostri agricoltori-allevatori.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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2 commenti

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  1. Augusto
    Augusto 20 agosto, 2015, 11:02

    Assistenza qualificata? In base a quali dati?
    Le stalle chiudono meno? Dia un’occhiata ai bilanci di quelle in “attività”.
    Numero lattazioni per vacca?
    Quando un prodotto vale una miseria, è normale che anche chi lo produce venga trattato alla stessa stregua.
    Benessere animale?
    Contratti unilaterali.
    Confronti i modelli L1 e le produzioni nazionali, troverà delle belle differenze.
    Assistenza? Ci vuole prima di tutto Coscienza!
    Devo continuare o mi fermo qui?
    Buona giornata dott. Roberto

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 21 agosto, 2015, 14:42

      Caro Augusto, abbiamo riportato i dati Aral solamente per stimolare gli allevatori a seguire i consigli dei pochi (ahimè) tecnici qualificati pagati con i nostri soldi di cittadini che si impegnano a trovare i punti deboli del processo produttivo in campo e in stalla (ce ne sono parecchi…) e a consigliare le contromisure. Poi che ci sia l’eterno problema del prezzo da fame del latte lo sappiamo bene, anche se non può essere altrimenti quando in Italia c’è praticamente un solo grande gruppo come Lactalis che fa il bello e il cattivo tempo e ha il bastone dalla parte del manico perché davanti a sé ha una miriade di piccoli o medi produttori, ognuno dei quali va da sempre solo per conto suo. Da trent’anni visito stalle e campi coltivati e comunque vedo che negli anni tante cose sono cambiate, in meglio e in peggio, ma una sola è sempre la stessa: chi lavora con professionalità, competenza e voglia di innovare se la cava sempre e tiene aperta l’attività, anzi la migliora. Buona giornata Augusto e grazie per il pensiero.

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