Roberto Bartolini10 Ottobre 20223min21580

Siamo a corto di mais: salviamo le semine 2023

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Nel gennaio scorso l’Italia prevedeva di importare 6 milioni di tonnellate di mais (per una spesa di 1,5 miliardi di euro), ma la siccità e le micotossine hanno falcidiato le produzioni, facendo lievitare le nostre importazioni a 8 milioni di tonnellate (per una spesa di oltre 2 miliardi di euro). In tutta Europa la campagna mais è stata disastrosa e quindi non rimane che rivolgersi a paesi che seminano mais ogm, come Brasile e Usa. E l’Europa che fa?

A Bruxelles si ignora la realtà dei mercati e dei campi

L’Unione europea continua a nicchiare sul via libera alle Tea, i nuovi ritrovati genetici con ibridi di mais resistenti a siccità e attacchi parassitari, e per di più insiste sulla linea dura di imporre una drastica riduzione di mezzi tecnici come fertilizzanti e agrofarmaci, indispensabili per produrre.

A questo punto non rimane altro che cercare di difendere le prossime semine primaverili con interventi di politica agricola nazionale che invoglino i nostri titubanti agricoltori a prendere in considerazione il mais nella primavera 2023.

Il mais potrà contare sull’eco-schema 4

Uno spiraglio positivo si scorge nella revisione da parte del Mipaaf dell’eco-schema 4 della nuova Pac, che premia l’avvicendamento di leguminose foraggere con colture da rinnovo quali il mais, sul quale nella prima versione era vietato l’uso di agrofarmaci. Nell’ultima bozza inviata a Bruxelles si introduce al posto del precedente divieto l’applicazione della difesa integrata, che consente di effettuare diserbo e difesa. Quindi, se Bruxelles approverà, il mais potrà beneficiare dell’eco-cchema 4, che vale 110 euro/ha.

Ci vuole un aiuto accoppiato per il mais

Ma ciò non basta, perché occorrerebbe introdurre almeno un aiuto accoppiato come per grano e soia. Tuttavia, pare che il Mipaaf non voglia accogliere questa accorata richiesta della filiera made in Italy.

Tra parentesi, dal 2024 per grano duro, riso, soia e oleaginose sarà obbligatorio l’uso di semente certificata per ricevere l’aiuto accoppiato.

Sostegni all’acquisto di manichette per l’irrigazione

Visto quello che è successo con la siccità 2022, che certamente si ripresenterà anche nei prossimi anni, nei nuovi Psr occorrerebbe prevedere robusti aiuti per l’acquisto di sistemi di irrigazione risparmiosi ed efficienti, come per esempio le manichette, che anche quest’anno hanno dimostrato di salvaguardare i raccolti.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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