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Silosorgo: con gli ibridi della nuova generazione genetica si raggiungono le stesse unità foraggere del silomais

Silosorgo: con gli ibridi della nuova generazione genetica si raggiungono le stesse unità foraggere del silomais

«Dopo che ho raccolto il triticale, semino il sorgo da foraggio che affianca il mais seminato in primo raccolto. Il sorgo ha la prerogativa di eliminare la diabotrica e così, con la giusta rotazione colturale, mi tolgo anche questa preoccupazione! Quindi la rotazione nella mia azienda zootecnica prevede mais-triticale e sorgo da foraggio». Così parla Massimo Motti, che nella sua azienda di Orzinuovi, per conto di Condifesa Lombardia Nord Est, ha ospitato un campo catalogo di sorghi da foraggio di nuova generazione presentati da Padana Sementi Elette.

A sinistra Giacomo Lussignoli, presidente Condifesa Lombardia Nord Est, apre la giornata in campo. Il quinto da sinistra è Massimo Motti con a fianco i tecnici di Padana Sementi Elette, Fior e Pignata, e Mauro Agosti di Condifesa (l’ultimo a destra).

A sinistra Giacomo Lussignoli, presidente Condifesa Lombardia Nord Est, apre la giornata in campo. Il sesto da sinistra è Massimo Motti con a fianco i tecnici di Padana Sementi Elette, Fior e Pignata, e Mauro Agosti di Condifesa (l’ultimo a destra).

Gli agricoltori pian piano stanno apprezzando i numerosi vantaggi agronomici dei nuovi sorghi da foraggio, che nulla hanno a che vedere con gli ibridi e le varietà del passato. Questo è il punto da tenere bene in considerazione: la genetica ha fatto passi da gigante!

I magnifici otto motivi per seminare i sorghi foraggeri

Ma vediamo le prerogative esclusive del sorgo da foraggio:

  1. Ridotta richiesta idrica e grande efficienza nell’utilizzo dell’acqua. Il sorgo, quando entra in stress idrico, grazie ai suoi meccanismi fisiologici di aridoresistenza e di stasi vegetativa blocca la sua crescita, che riprende a pieno ritmo – a differenza del mais – appena ritrova le risorse idriche, naturali o attraverso l’irrigazione.
  2. Ridotta necessità di trattamenti fitosanitari, che si limitano al diserbo.
  3. Non viene attaccato dalla piralide, che se presente non riesce a completare il suo ciclo di sviluppo.
  4. Grande adattabilità ambientale a tutte le tipologie di suolo.
  5. Ridotta necessità di fertilizzanti: per l’azoto non si devono superare le 100 unità/ettaro.
  6. Foraggio con ottimo contenuto energetico e fibra altamente digeribile con ampia finestra di raccolta.
  7. Elevata sanità del prodotto raccolto, sia foraggio che granella, senza alcuna traccia di micotossine.
  8. Estrema facilità di insilamento e perfetta conservazione dell’insilato grazie all’abbondante presenza di zuccheri.
I nuovi ibridi BMR di silosorgo offrono enormi vantaggi agronomici e unità foraggere paragonabili a quelle del silomais.

I nuovi ibridi BMR di silosorgo offrono enormi vantaggi agronomici e unità foraggere paragonabili a quelle del silomais.

Troppo azoto nel campo catalogo ha provocato allettamenti

Il campo catalogo Padana Sementi Elette realizzato da Condifesa nell’azienda Motti ha messo in evidenza le caratteristiche di cinque ibridi di silosorgo, due dei quali al momento della visita (13 settembre 2016) sono alettati a causa dell’elevata dose di azoto che è stata distribuita, pari a 200 unità/ha, cioè il doppio del necessario.

Nonostante questo, tre ibridi sono rimasti perfettamente in piedi, confermando di poter resistere anche a elevate azotature.

Ibrido di sorgo allettato a causa di una concimazione azotata doppia rispetto al necessario.

Ibrido di sorgo allettato a causa di una concimazione azotata doppia rispetto al necessario.

Cosa vuol dire “ibrido BMR”

Ricordiamo che questi ibridi sono BMR, il che significa che hanno una nervatura centrale dello stelo di colore marrone – segno del fatto che la pianta ha un basso contenuto di lignina (inferiore dal 15 al 25% rispetto agli ibridi tradizionali). Si tratta di un fattore molto importante a livello zootecnico, perché rende la fibra più digeribile e il foraggio più appetibile.

Il percorso agronomico nell’azienda Motti

Due annotazioni agronomiche importanti:

  1. il sorgo permette di interrompere la monocoltura di mais senza penalizzare la razione, dato che le produzioni di unità foraggere con questi ibridi sono simili;
  2. il sorgo si presta per la semina su minima lavorazione e su sodo.

I cinque ibridi dell’azienda Motti sono stati seminati il 6 giugno 2016 alla densità di 23 semi/mq su precessione di triticale da trinciato. Il terreno è stato lavorato con un passaggio di coltivatore Kverneland CLC e il diserbo è stato effettuato in post-precoce con Primagram Gold.

Prima della semina sono stati distribuiti 40 mc/ha di liquame, pari a 80 unità/ha di N e alla sarchiatura 240 kg/ha di urea, pari a 110 unità/ha di N. Dunque una concimazione azotata troppo elevata per il silosorgo.

Sono state effettuate solo due irrigazioni a scorrimento nei primi stadi di sviluppo, che sono quelli più delicati. Il solo punto debole del sorgo è alla partenza, perché il seme deve trovare la giusta umidità nel suolo per partire bene.

Gli ibridi nel campo catalogo

Little Giant

L'ibrido di silosorgo Little Giant.

L’ibrido di silosorgo Little Giant.

È l’ibrido che è risultato più interessante e attrattivo, per via della formidabile compattezza della pianta, con una taglia non eccessivamente alta, una enorme massa verde e un panicolo molto sviluppato a granella bianca. Produce un silosorgo monosfalcio di altissima qualità se raccolto a 115 giorni dall’emergenza.

Dose di semina: 10-13 kg/ha di seme.

Pampa Centurion

L'ibrido Pampa Centurion.

L’ibrido Pampa Centurion.

È una novità che nel campo catalogo ha risentito dell’eccesso di azoto distribuito, e così è stato allettato dal vento.

Si tratta di un sorgo foraggero precoce, quindi adatto anche a semine tardive. Va raccolto a 105 giorni dall’emergenza.

Dose di seme: 8-10 kg/ha.

Asolo tris

L'ibrido Asolo tris.

L’ibrido Asolo tris.

Si chiama così perché la sua utilizzazione al posto del mais è iniziata nelle aziende zootecniche della zona di Asolo. Si tratta di un miscuglio ben bilanciato di tre ibridi di sorgo:

  1. sorgo da trinciato integrale, pianta che svolge la funzione di sostegno e apporta amido e proteine;
  2. sorgo zuccherino di alta taglia, che apporta zuccheri ed energia;
  3. sorgo foraggero BMR, che abbassa il contenuto in lignina e aumenta la digeribilità della fibra.

La produzione raggiunge i 600-700 ql/ha e va raccolto a 110 giorni dalla emergenza.

Dose di seme: 20-22 kh/ha.

Big Dragoon

L'ibrido Big Dragoon.

L’ibrido Big Dragoon.

È una novità e anche in questo caso ha risentito dell’eccesso di azoto. Ha foglie molto larghe con un’eccellente qualità della fibra. Sfruttando tutta la stagione di crescita con semine precoci, può superare i 4 metri di altezza. È di ciclo molto tardivo e va raccolto a fine settembre o a inizio spigatura.

Dose di seme: 6-7 kg/ha.

Pampa Triunfo

L'ibrido Pampa Triunfo.

L’ibrido Pampa Triunfo.

Fusto sottile rispetto agli altri ibridi, accestisce moltissimo con 5-6-9 fusti per pianta, taglia molto alta, ma in questo caso non è allettato anche con una dose doppia di azoto. Buon segno!

Adatto alle semine tardive anche per seguire la raccolta di un mais precoce tipo Ronaldinho, ha un elevato contenuto di zuccheri e fibra molto digeribile. Si presta per più tagli nel corso dell’anno e per produrre insilato o fieno fasciato.

Dose di seme: 10-15 kg/ha (la dose più bassa per produrre trinciato).

Conclusioni

Dunque il sorgo non si presta più solo per essere seminato nella zone marginali delle aziende, ma anche sui terreni più fertili, con la giusta dose di azoto e un paio di irrigazioni, per produrre alimenti zootecnici di alto pregio, a costi contenuti e adatti anche a chi fa biologico.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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4 commenti

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  1. Luca
    Luca 18 settembre, 2016, 14:40

    Buongiorno Dott.Bartolini, articolo davvero molto interessante. le chiedo di farci sapere la produttività ad ettaro di questi ibridi al momento della raccolta presso l’azienda motti. inoltre: è possibile sostituire interamente la porzione di silomais nella razione dalla bovina da latte attraverso il silosorgo? è un alimento adatto anche all’alimentazione delle manze? infine, è possibile azzardare un piano colturale fatto da Ludwig trinciato e silosorgo con eliminazione del silomais in ottica di diversificazione colturale? Cordiali saluti

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 19 settembre, 2016, 16:49

      Caro Luca, per il momento le posso dire che il Little Giant, che è l’ibrido a mio avviso più interessante, ha prodotto in pieno campo vicino alle prove 650 ql/ha di silosorgo. Per quanto riguarda la razione della bovina da latte, posso dire che ci sono ormai tante aziende che hanno sostituito il mais con cereali vernini, estivi ed erbai senza avere ripercussioni negative sulla produzione e sulla qualità. Tutto sta nella volontà e nella professionalità dell’alimentarista di cambiare la strada percorsa sinora, poi tutto è possibile.
      Cordialità e grazie per l’interesse.

      Rispondi a questo commento
  2. Luca
    Luca 19 settembre, 2016, 17:16

    Grazie Roberto per la risposta sempre esauriente e puntuale. solo un’ultima richiesta, il silosorgo è utilizzabile anche per l’alimentazione delle manze? grazie ancora e cordiali saluti

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 20 settembre, 2016, 09:59

      Su questo punto è opportuno che senta il parere di un alimentarista. Ma le riporto, per conoscenza, le conclusioni di parecchi studi in stalla da S.Colombini del dipartimento di scienze animali dell’Università di Milano:

      “Qualora si ricorra all’uso di sorgo BMR per la produzione di insilato, integrando opportunamente la razione con un alimento ad elevato contenuto di amido (preferibile pastone di mais), la resa quantiqualitativa in latte rimane simile a quella ottenuta utilizzando silomais quale base foraggera della razione.
      Il sorgo foraggero è un foraggio di buona qualità per la degradabilità della sua frazione fibrosa NDF e può accompagnarsi al silomais in razione andando a sostituirlo in parte o sostituendo altri foraggi. Inoltre questa foraggera è indicata per l’alimentazione delle vacche in asciutta e del bestiame da rimonta.”

      Rispondi a questo commento

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