Agricoltura e credito d’imposta: date e modalità per ottenere gli aiuti
Non c’è dubbio che il Piano nazionale di transizione 4.0 ha fatto decollare gli investimenti di agricoltori e contoterzisti sulle nuove tecnologie digitali e di precisione, che nel 2020 hanno toccato i 540 milioni di euro con un incremento del 20% sull’anno precedente. Le soluzioni di agricoltura di precisione hanno fatto la parte de leone assorbendo oltre il 65% della spesa effettuata, seguite da software gestionali, sistemi di monitoraggio da remoto di colture e attrezzature, sistemi di supporto alle decisioni e metodi per la mappatura dei suoli.
Vista la necessità di utilizzare sempre di più e sempre meglio i tanti dati disponibili in campagna, gli investimenti agricoli in sistemi 4.0 non fermeranno la loro corsa e quindi è bene ricordare cosa prevede il credito di imposta.
Le tempistiche 2021 e 2022 del credito d’imposta in agricoltura
Per quanto riguarda il momento in cui effettuare l’investimento, ci sono due finestre temporali.
- Dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021:
- beneficio fiscale del 10% sul costo di beni ordinari;
- beneficio fiscale del 50% sul costo di beni innovativi 4.0.
- Dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022:
- beneficio fiscale del 6% sul costo dei beni ordinari;
- beneficio fiscale del 40% sul costo di beni innovativi 4.0.
Si ricorda che i beni ordinari sono tutti quelli privi di contenuto tecnologico, mentre i beni innovativi 4.0 sono quelli controllati da sistemi computerizzati e sensori, quindi sono comprese tutte le attrezzature per l’agricoltura di precisione, ma anche i sensori, le stazioni meteo e i droni.
Come utilizzare il credito d’imposta in agricoltura
Il credito di imposta in agricoltura va utilizzato attraverso la compensazione dell’F24 e va fatto entro tre anni dal momento dell’interconnessione degli strumenti e delle attrezzature acquistate. Per esempio, un investimento da 30.000 euro con credito di imposta del 50%, pari a 15.000 euro, è da utilizzare in tre quote annuali da 5.000 euro.
Differenze tra ditte individuali, con dipendenti e con soci
Nel caso l’azienda agricola disponga di manodopera, il credito di imposta verrà utilizzato nel pagamento degli oneri contributivi e previdenziali mensilmente dovuti. Se invece il beneficiario è una ditta individuale, utilizzerà il credito per contributi e oneri individuali, mentre se si tratta di società semplice potrebbe essere utile trasferire il credito ai soci che, a titolo personale, potrebbero più facilmente avere capienza per utilizzarlo. Il socio capiente potrà utilizzare il credito di imposta con un anno di ritardo rispetto alla maturazione dello stesso in capo alla società che deve redigere prima la dichiarazione dei redditi.
Il credito di imposta si può cumulare con la legge Sabatini, con i bandi Inail e anche con gli aiuti del Psr, ma in quest’ultimo caso senza superare l’intensità massima prevista dai regolamenti europei.
Un commento
leo7408
8 Ottobre 2021 at 11:56 pm
In merito al credito d’imposta vorrei sapere se un’azienda agricola( ditta individuale) che fa la classica dichiarazione dei redditi agrari e dominicali ne possa usufruire? Grazie