Roberto Bartolini10 Maggio 20245min65181

Produrre foraggio senza terra aumenta la salute della mandria

foraggio senza terra

Utilizzando le colture idroponiche, in 180 metri quadri di superficie coperta e climatizzata si produce lo stesso foraggio che si raccoglierebbe in 12 ettari di terreno. L’idea di utilizzare questa tecnologia è venuta ai fratelli Nicola ed Emilio Celso della Masseria Cilentana di Agropoli (Salerno), dopo che il loro cugino Nick Del Verme aveva provato con successo il sistema nel suo allevamento da carne negli Stati Uniti.

Nicola Celso della Masseria Cilentana di Agropoli guarda il suo foraggio idroponico. Quello più verde in basso sarà raccolto lo stesso giorno (foto tratta da “Allevatori Top”).

Il costo si ammortizza in soli tre anni

Come spiega la rivista Allevatori Top, che ha dedicato un reportage alla Masseria Cilentana, il costo complessivo dell’impianto (struttura, sistema di climatizzazione e due macchine) è di poco inferiore ai 400.000 euro, per un costo industriale del chilogrammo di foraggio idroponico di 13-15 centesimi/kg e un ritorno dell’investimento in due anni e sette mesi.

Il foraggio di orzo idroponico si presenta con un verde brillante e una rete di radici fittissime, pronto per essere inserito nella razione (foto tratta da “Allevatori Top”).

Nel caso della Masseria Cilentana, il costo del foraggio si abbassa ulteriormente a 9 centesimi/kg se consideriamo il credito di imposta dell’agricoltura 4.0, utilizzato per l’acquisto della tecnologia, e l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico.

L’impianto Hydro Green installato nella Masseria Cilentana per la produzione di foraggio idroponico (foto tratta da “Allevatori Top”).

Raccolta giornaliera e automatizzata

La raccolta del foraggio avviene ogni giorno alle 6 e alle 15 e interessa un piano per volta, dei sei che compongono ognuno dei due germinatoi, con una produzione di 1250-1500 kg di foraggio idroponico per ciascun piano.

Il foraggio viene tagliato con un getto di acqua ad alta pressione e convogliato direttamente nel carro unifeed (foto tratta da “Allevatori Top”)

L’impianto di produzione è molto semplice e totalmente automatizzato, ed è installato in un locale condizionato con una temperatura costante di 20-22 °C. Il vero costo energetico è quello dei condizionatori, ma il problema è stato risolto dai fratelli Celso con il montaggio dei pannelli fotovoltaici.

Un foraggio di alto profilo nutrizionale

Un aspetto molto interessante è il carattere nutrizionale del foraggio di orzo che viene prodotto in idroponica, molto più simile al mangime concentrato rispetto al normale foraggio, con 16,4% di proteina, 3,2% di grassi, una frazione di amido attorno al 20% e una sostanza secca intorno al 19%.

La foraggiata si presenta morbida e ben miscelata ed è molto appetita dalle bufale (foto tratta da “Allevatori Top”).

Questo sistema di produzione ha reso indipendenti i fratelli Celso dall’andamento climatico e dalla siccità che colpisce sempre più spesso, e ha messo a disposizione della loro masseria un foraggio che ha avuto un impatto molto positivo sulla salute e sulla fertilità delle 500 bufale allevate, delle quali 160 in mungitura, con medie produttive di 10,8 litri di latte al giorno. Infatti i fratelli Celso hanno rilevato un allungamento della lattazione media, che oggi è al di sopra dei 280 giorni, con alcuni capi che arrivano a 300 giorni e un miglioramento almeno del 20% della fertilità, quindi con una ricaduta molto positiva sull’efficienza riproduttiva della mandria.

Grazie al foraggio idroponico si è ridotto del 60% l’uso di mangime, con un abbattimento del costo della razione di circa 0,46 euro/capo, senza penalizzare le produzioni.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • Antonio Villella

    12 Maggio 2024 at 11:30 am

    Favoloso si potrebbero provare una serie di semine per diversificare la dieta e renderla più ricca e salutare

    Rispondi

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