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Agricoltura, più risorse per l’irrigazione con ali gocciolanti

Agricoltura, più risorse per l’irrigazione con ali gocciolanti

Se il miglioramento dello stato di salute dei terreni trova un sostegno economico nei PSR regionali con le misure 4 “Investimenti” e 10 “Agroambiente”, per la seconda emergenza nazionale dell’agricoltura, ovvero la distribuzione dell’acqua irrigua, si è fatto ben poco. La Lombardia recentemente è corsa ai ripari con un nuovo bando che finanzia tutti i sistemi di distribuzioni alternativi allo sciagurato scorrimento, ancora in uso in molte aziende, ma si tratta di un caso pressoché isolato.

Quello che conta è l’alta efficienza irrigua del sistema

Il cambio del clima sta mettendo sempre più in crisi le colture, l’acqua è un bene non illimitato ma fondamentale per produrre, quindi occorre un piano finanziario attraverso i PSR (attuali e soprattutto prossimi) che sostenga gli investimenti degli agricoltori verso sistemi di distribuzione caratterizzati da un’alta efficienza di adacquamento. In parole povere significa sistemi che consentano di assecondare al meglio le richieste delle colture, ma che al contempo permettano una forte riduzione dei volumi idrici distribuiti e quindi anche delle perdite per evaporazione.

Non c’è dubbio che il sistema più efficiente in assoluto sia l’uso delle ali gocciolanti interrate, ben diverso dalle ali gocciolanti poste sulla superficie del terreno che dopo tanti anni di prove e messe in campo anche da parte degli agricoltori hanno evidenziato grossi limiti. Oltre a comportare onerosi spostamenti di materiali in fase di stesura e di riavvolgimento delle manichette a fine campagna, le ali superficiali comportano costi per l’acquisto di nuovi materiali e manifestano crescenti problemi di rotture e rosure dovute ad animali o ad altre avversità.

Rappresentazione schematica della subirrigazione con ala gocciolante interrata su mais (foto Netafim)

I dati dell’azienda Stuard sul mais

Una sperimentazione condotta nell’ambito del progetto Mirage (migliorare l’irrigazione per un’agricoltura ecosostenibile) dell’azienda sperimentale Stuard di Parma in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, pubblicata di recente su l’Informatore Agrario, porta alla luce dati inequivocabili che dovrebbero guidare le decisioni dei nostri apparati burocratici regionali.

Ecco come si presenta una sezione i terreno dove è stata posta l’ala gocciolante interrata a 30-25 cm di profondità.
Così si presenta il terreno dopo la stesura dell’ala gocciolante interrata. In basso nella foto, un particolare della manichetta.

Manichetta interrata a confronto con rotolone

La sperimentazione di pieno campo ha messo a confronto l’ala gocciolante interrata con la distribuzione irrigua tramite rotolone su mais da granella, con distribuzione dell’azoto tramite fertirrigazione (270 kg/ha di azoto con quattro interventi con le manichette) nel primo caso e con la normale distribuzione a pieno campo in copertura (270 kg/ha di azoto in due apporti) nel terzo caso del rotolone. Gli apporti di acqua per intervento sono risultati pari a 179 mm per ognuno dei nove interventi di subirrigazione a goccia e di 215 mm per ciascuno dei sei apporti con l’aspersione.

Si produce più granella e l’azoto va al mais quando serve

La subirrigazione con ali interrate ha portato a un aumento della produzione di granella di mais pari al 10%, con una maggiore produzione di 5 kg di granella secca in più per ogni chilo di azoto fornito, rispetto al mais irrigato per aspersione. La motivazione di questo dato risiede nella somministrazione graduale dell’azoto nei momenti di maggiore richiesta della coltura, che è impossibile da praticare se si effettua l’aspersione.

Tenore di azoto nitrico nel suolo

I prelievi di suolo a 30 cm di profondità per monitorare la dinamica dell’azoto nitrico nel terreno hanno dimostrato che con l’aspersione si è assistito a un picco di concentrazione di azoto nitrico in corrispondenza della seconda distribuzione in copertura di fine giugno, picco che nel caso dell’irrigazione con ala interrata non si è verificato, grazie alla distribuzione frazionata lungo il ciclo del mais. Quindi si è ridotto notevolmente, grazie all’ala interrata, anche il rischio di lisciviazione di nitrati nelle falde.

Cosa dovrebbero fare le Regioni

Dunque rivolgiamo un caloroso appello ai nostri legislatori regionali affinché sfruttino le notevoli risorse ancora a disposizione dei PSR per sostenere in maniera adeguata gli investimenti mirati alla subirrigazione interrata dal momento che, rispetto agli altri sistemi di distribuzione (rotoloni in primis), comporta un esborso notevole per l’azienda agricola. Si tratta in definitiva di fare finalmente delle scelte di campo senza voler sempre accontentare tutti: vanno cioè premiate con sostegni pubblici all’acquisto le tecnologie più virtuose e più costose, che per le colture estensive sono senza dubbio le ali gocciolanti interrate ma anche i pivot o i ranger, che in quanto a efficienza irrigua sono certamente al secondo posto.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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