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Cereali a paglia: come combattere con successo alcune infestanti molto difficili e resistenti

Cereali a paglia: come combattere con successo alcune infestanti molto difficili e resistenti

Sono circa trenta i principi attivi utilizzati per il diserbo dei cereali a paglia. Tuttavia, la progressione di popolazioni di infestanti resistenti rende indispensabile sapere come comportarsi con alcune di loro che stanno avendo maggiore diffusione. Ecco qui di seguito alcuni consigli.

Veronica

La veronica, e in particolare il genere hederifolia, è poco sensibile alle solfoniluree. Quindi occorrono:

  • Applicazioni anticipate con tritosolfuron, bifenox, bromoxinil, pyroxsulam.
  • Applicazioni più tardive con MCPP-P o MCPA.

La veronica arvensis è sensibile solo a bifenox e pyroxsulam.

Amni majus e coriandolo da seme

Amni majus e coriandolo da seme sono sensibili ai prodotti di post-emergenza, ma è importante individuare bene l’epoca di intervento, evitando trattamenti troppo anticipati per non essere esposti a emergenze tardive. Ma attenzione a non esagerare, perché trattamenti troppo tardivi non garantiscono la totale eliminazione delle infestanti.

Cardo mariano

Il cardo mariano non è perfettamente sensibile alle solfoniluree e al triazolo pirimidine usati in epoca anticipata, perciò è bene ricorrere a interventi leggermente posticipati con formulati contenenti composti ormonici (MCPA o MCPP-P 2,4D) e clopiralid.

Avena, lolio, papavero, senape

Sono sempre più frequenti i casi di diffusione di specie di avena, lolio, papavero e senape resistenti alle famiglie chimiche più impiegate nel diserbo di post emergenza. Come fare?

L’arma chimica deve essere integrata con la rotazione colturale con specie a ciclo primaverile-estivo, con il ritorno a interventi di pre e post-emergenza precoce che prevedono l’impiego di erbicidi a differente meccanismo di azione, e con l’alternanza dei modi di azione anche negli interventi di post di fine inverno e inizio primavera.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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