Kverneland @ Eima 2018

Colza, una coltura miglioratrice su cui puntare (facendo attenzione alla semina)

Colza, una coltura miglioratrice su cui puntare (facendo attenzione alla semina)

Nei terreni dove c’è scarsità di acqua e dove c’è bisogno di una pianta invernale rustica che aumenti il tenore di sostanza organica e che si inserisca bene nella rotazione con le altre colture (perfetta in rotazione con il frumento), la scelta di seminare colza è vincente, dato anche il costo contenuto di coltivazione. Il prezzo medio di mercato di 35 euro al quintale del 2018 (contro i 39 del 2017) per produzioni da 35 a oltre 40 ql/ha (a parte alcune zone dove si è prodotto di meno per eccessi di piovosità) assicurano infatti una discreta marginalità.

Tuttavia l’aspetto più delicato e che determinerà il successo produttivo del colza, e quindi il risultato economico finale, è il momento della semina. Infatti tutti gli insuccessi che hanno determinato in questi anni un andamento altalenante delle superfici investite a colza sono proprio dovuti a errori o a scarsa attenzione nella preparazione del terreno e nell’individuare il momento giusto della semina.

Chi opta per le lavorazioni conservative, se si utilizzano erpici a dischi e ancore di moderna concezione come per esempio Qualidisc e CLC di Kverneland, non si deve aver timore di eliminare aratura ed erpicature, dal momento che la filosofia costruttiva di queste attrezzature permette di ottenere una zollosità di modeste dimensioni anche su terreni tenaci e coperti di residui colturali.

Una delle versioni del Kverneland CLC, ideale per la preparazione del letto di semina su qualsiasi tipo di suolo.

Il Kverneland Qualidisc è un erpice dotato di file di dischi di particolare costruzione, che consentono di lavorare anche in presenza di grandi quantità di residui colturali.

Sarà opportuno, in certe situazioni, non fermarsi a un solo passaggio; e comunque anche in questo caso, rispetto alle lavorazioni tradizionali, si risparmia un bel po’ e si rispetta il suolo. Detto questo, occorre poi scegliere bene il momento di seminare, che corrisponde al terreno con una certa percentuale di umidità e quindi non secco, altrimenti il seme piccolissimo del colza rimane fermo e non germina.

Occhio alle lumache e all’altica

Altra accortezza importante per il colza è fare attenzione alle lumache utilizzando un lumachicida e anche l’insetticida localizzato contro l’altica, non dimenticando un trattamento insetticida in pre-fioritura.

Due concimazioni azotate, una localizzata e una in copertura, sono sufficienti per rispettare le esigenze nutritive della pianta.

Scelta della varietà di colza

Il CREA, che realizza ogni anno delle prove di confronto varietale, nel 2017/2018 le ha localizzate in Emilia-Romagna a Budrio (Bologna) e nelle Marche a Osimo (Ancona). Riportiamo le indicazioni di massima sulle otto migliori varietà.

Migliori varietà di colza per il Nord Italia

Al primo posto DC 2016 di Maisadour con 4,30 t/ha e 43,1% di olio (su s.s.), seguita da Memori di Caussade Semences con 4,03 t/a e 42,3% di olio, Dariot di Sis con 3,95 t/ha e 44,3% di olio, DK Exkio di Dekalb con 3,79 t/ha e 44% di olio, Gordon di Kws con 3,71 t/ha e 43,1% si olio, DC 2015 di Maisadour con 3,59 t/ha e 42,9% di olio, Diffusion di Sis con 3,55b t/ha e 43,9% di olio, Excalibur di Dekalb con 3,50 t/ha e 43,6% di olio.

Migliori varietà di colza per il Centro Italia

Al primo posto Memori (Caussade) con 4,08 t/ha e 41,6% di olio, seguita da DC 2016 (Maisadour) con 4,05 t/ha e 42,5% di olio, Dariot (Sis) con 4,01 t/ha e 42,9% di olio, DK Exkio (Dekalb) con 3,98 t/ha e 43,1 % di olio, DK Exclusive (Dekalb) con 3,77 t/ha e 43% di olio, Diffusion (Sis) e Gordon (Kws) con 3,43 t/ha e rispettivamente 42,9% e 42,2 % di olio, Excalibur (Dekalb) con 3,41 t/ha e 43% di olio e DK Impression (Dekalb) con 3,26 t/ha e 41,6% di olio.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tag assegnati a questo articolo:
colza

Articoli correlati

La semina del frumento Ludwig su aratura e minima con tre livelli di precisione a confronto

I tredici ettari che il progetto Kverneland Group Academy PFE ha dedicato al frumento foraggero vedono l’emergenza del Ludwig, fornito

Il satellite ci comunica lo stato della coltura e indica il momento ideale per irrigare

Avevamo anticipato ai nostri lettori che nel Pag (Progetto Agronomico Globale) realizzato da Kverneland Group Italia insieme a Dekalb e

Mais: i consigli agronomici per limitare lo sviluppo delle aflatossine nella granella

La redditività di un campo di mais non può prescindere dalla sanità della granella, che è ormai un pre-requisito fondamentale

2 commenti

Scrivi un commento
  1. Daniel
    Daniel 17 settembre, 2018, 13:48

    Dopo la raccolta della colza si può seminare la soia?

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 18 settembre, 2018, 13:57

      Buongiorno Daniel. Dopo la raccolta del colza, la buona regola agronomica direbbe di seminare un cereale vernino a paglia come i frumenti o l’orzo, e dopo la raccolta di questi si potrebbe seminare soia di secondo raccolto, anche su sodo. Raccolta la soia si potrebbe ancora una volta riseminare colza.

      Rispondi a questo commento

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*