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Come irrigare il mais per ottenere reddito e qualità: quattro sistemi a confronto

Come irrigare il mais per ottenere reddito e qualità: quattro sistemi a confronto

È lo stress idrico il nemico numero uno del mais. E gli effetti possono essere devastanti per il portafogli dell’agricoltore. Infatti, quando al mais manca l’acqua nel periodo che va dall’emissione del pennacchio alla fioritura e anche nella fase successiva di maturazione della granella, si riscontrano mancate fecondazioni delle spighe, ridotto riempimento delle cariossidi, attacchi di Aspergillus Flavus e di altre micotossine con una diminuzione consistente delle rese e della qualità del raccolto.

Con i prezzi attuali l’agricoltore tende a limitare costi e investimenti; tuttavia non bisogna stare in trincea e non smettere mai di innovare, per trovare la soluzione più adeguata alle proprie realtà aziendali. E per il mais, la cosa più importante è adottare il sistema più efficiente dal punto di vista idrico ed economico.

Il confronto economico tra quattro sistemi irrigui

In un lavoro pubblicato sull’Informatore Agrario e realizzato dall’Università di Torino, sono stati riassunti molto efficacemente costi ed efficienza dei quattro sistemi irrigui più diffusi. A parità di apporto irriguo medio (150 mm) e un ammortamento di 10 anni per rotolone e microirrigazione e di 20 anni per il pivot, ecco i dati:

Irrigazione a scorrimento

  • Efficienza irrigua: 0,6
  • Costo: 200 euro/ha
  • Voce più costosa: manodopera (30% sul totale)

Irrigazione con pivot

  • Efficienza irrigua: 0,85
  • Costo: 250 euro/ha
  • Voce più costosa: ammortamento (50% sul totale)

Irrigazione con rotolone

  • Efficienza irrigua: 0,75
  • Costo: 350 euro/ha
  • Voce più costosa: spese energetiche (40% del totale)

Microirrigazione superficiale

  • Efficienza irrigua: 1
  • Costo: 600 euro/ha
  • Voce più costosa: manichette (50% del totale)

Il sistema di irrigazione a scorrimento è il meno costoso, ma ha l’efficienza irrigua più bassa e inoltre non è agronomicamente corretto per soddisfare le esigenze del mais.

Il sistema migliore è il pivot, ma…

Alla luce dei numeri sopra riportati, non c’è dubbio che la più alta efficienza irrigua si ottiene con la manichetta stesa in superficie e la più bassa con lo scorrimento, mentre il miglior compromesso è rappresentato dal pivot o dal ranger, che oggi si distinguono come il metodo migliore sotto il profilo agronomico ed economico.

Purtroppo però il pivot e il ranger non sempre si adattano alle nostre realtà territoriali fatte di campi piccoli e irregolari, disturbati da molte servitù, senza contare la necessità di disporre di pozzi aziendali oppure di canalette di irrigazione che scorrono a lato degli appezzamenti.

L’irrigazione con pivot o ranger è attualmente il miglior compromesso dal punto di vista economico e agronomico.

La manichetta superficiale è vincente, insieme alla fertirrigazione

L’irrigazione localizzata con manichetta stesa in superficie, pur avendo i costi più elevati, si presenta come la soluzione vincente in condizioni di ridotta disponibilità irrigua del territorio e su terreni difficili tendenti al compattamento o all’erosione.

Prove pluriennali condotte in aziende agricole e l’esperienza in pieno campo degli agricoltori che adottano la manichetta, evidenziano che l’ala gocciolante dà il meglio di sé quando è abbinata alla fertirrigazione, dal momento che questo sistema irriguo determina uno sviluppo dell’apparato radicale del mais più superficiale rispetto agli altri sistemi irrigui.

Il sistema a manichetta superficiale abbinato alla fertirrigazione si distingue come il metodo più efficace, soprattutto in aree con scarsa disponibilità di acqua e con terreni difficili.

+10% di produzione e -45% di consumo d’acqua

I dati presentati dall’Università di Torino testimoniano che l’ala gocciolante, abbinata alla fertirrigazione con la distribuzione del concime azoto-potassio entro la levata, a parità di volumi irrigui determina un vantaggio produttivo medio del 10% rispetto a scorrimento e aspersione. E con un risparmio di acqua almeno del 45%, fattore molto importante sul fronte della sostenibilità ambientale.

L’effetto positivo dell’ala gocciolante sulla produzione di granella di mais su un ibrido di classe 600 a confronto con lo scorrimento è il seguente:

  • con scorrimento: 142 ql/ha
  • con manichetta: 149 ql/ha
  • con manichetta + fertirrigazione con azoto: 152 ql/ha
  • con manichetta+ fertirrigazione con azoto e potassio: 165 ql/ha

Da questi dati emerge che tra il sistema irriguo meno efficiente (lo scorrimento) e quello più efficiente (la manichetta) la differenza produttiva a favore di quest’ultimo è pari a 23 ql/ha.

Sfruttare meglio l’alto investimento

Un ultimo aspetto che va sottolineato è che l’irrigazione localizzata con fertirrigazione può consentire di sfruttare al meglio i sistemi di intensificazione colturale rappresentati dagli alti investimenti con 10-11-12 piante al mq, aumentando la competitività della coltura del mais in particolare negli areali con scarse disponibilità di acqua e su terreni pesanti.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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2 commenti

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  1. fabio
    fabio 15 Marzo, 2019, 06:09

    Egregio Dot Bartolini, nonostante io stimo molto i suoi lavori, e ho letto alcuni dei sui libri, non mi trovo molto d’ accordo. È vero si riduce lo spreco di acqua in zone magari ventose, ma andiamo ad alimentare un mercato della plastica derivata dal petrolio, ed a caro prezzo. L’ acqua sprecata per scorrimento o aspersione alla fine torna al terreno…. senza contare che i suoi calcoli non tengono conto del fattore meteo … un bel temporale aiuta molto.!

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 15 Marzo, 2019, 12:39

      Buongiorno Fabio. Oggi il problema numero uno dell’agricoltura, a mio parere, è produrre tanto e di qualità in maniera sostenibile, sia economicamente che sotto il profilo ambientale. Nell’articolo da lei citato i calcoli non sono nostri ma dell’Università di Torino e dimostrano in maniera inequivocabile che lo scorrimento è il sistema irriguo meno efficiente anche dal punto di vista delle esigenze idriche della coltura, che viene letteralmente inondata di acqua quando invece vorrebbe distribuzioni a basse dosi e frazionate. A mio avviso il sistema più efficiente sotto tutti i pianti di vista, e che non contempla materie plastiche, è la distribuzione con ranger e pivot. Ma purtroppo la sistemazione dei nostri campi e canali non sempre permette questo investimento.

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