Concimazione innovativa in post-emergenza del mais: una tecnica che sta dando ottimi risultati

Concimazione innovativa in post-emergenza del mais: una tecnica che sta dando ottimi risultati

Di solito il mais si concima con i cosiddetti interventi di “copertura”, una prima volta quando ha tre foglie e una seconda volta dopo circa un mese, quando si effettua la sarchiatura. Da qualche anno però si sono affacciate altre tecniche che stanno dando ragione agli innovatori: vediamole di seguito.

La concimazione localizzata liquida

Il primo di questi sistemi è la localizzazione del concime liquido con le barre. Valerio Bucci di Terremerse consiglia questo intervento azotato, che si effettua attraverso apposite canalette che localizzano il fertilizzante lungo la fila, anche dopo la levata perché così ci si avvicina al periodo di forte assorbimento da parte della coltura, sostituendo uno dei due interventi di copertura.

La fertirrigazione con i sistemi a pioggia e con le ali gocciolanti

Il secondo sistema, forse più utilizzato rispetto al primo, è la fertirrigazione, che si attua con impianti a pioggia, rotoloni, ranger oppure con la microirrigazione, per coloro che adottano le ali gocciolanti.

Con la fertirrigazione a pioggia il fertilizzante azotato solubile viene miscelato con l’acqua di irrigazione e si fanno da 2 a 4 interventi mantenendo il concime a bassa concentrazione per evitare fenomeni di fitotossicità sull’apparato fogliare.

Molto più frazionata può essere la fertirrigazione se si usa l’ala gocciolante, con una distribuzione che può essere anche continua, soprattutto nei periodi di massimo caldo estivo. La distribuzione dell’azoto con l’acqua di irrigazione permette la mobilità verso l’apparato radicale anche di elementi come il fosforo nelle prime fasi decisive di sviluppo della coltura e di potassio verso la fine del ciclo colturale.

Anche queste distribuzioni sono strategie che tengono lontani i pericolosissimi fenomeni di stress dal mais, e contribuiscono ad aumentare sia la sanità della pianta sia la resa finale.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tag assegnati a questo articolo:
concimazionefertirrigazionemais

Articoli correlati

Tre nuovi erbicidi per controllare le infestanti difficili dei cereali

Sono disponibili da poco sul mercato italiano tre nuovi erbicidi per controllare le infestanti difficili dei cereali. Ne presentiamo le

Dal 26 novembre per tutti gli agricoltori scatta l’obbligo del patentino per acquistare gli agrofarmaci

A partire dal 26 novembre 2015 per l’acquisto e l’uso di prodotti fitosanitari di qualunque classe tossicologica (mentre sino a

Diserbo mais: i vincoli regionali sull’uso della terbutilazina e le possibili soluzioni

In cinque regioni italiane – Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna – continuano a essere attivi anche per

1 commento

Scrivi un commento
  1. Alessandro Lazzaro
    Alessandro Lazzaro 2 Maggio, 2016, 14:08

    Altra cosa molto efficacie per quanto riguarda il mais è la fertirrigazione a goccia che negli ultimi anni sta prendendo piede. Dal mio punto di vista è un’ottima tecnica per evitare elevati consumi d’acqua, di carburante e di manodopera oltre al fatto che si posso mandare in manichetta azoto disciolto o liquami.

    Rispondi a questo commento

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*