Roberto Bartolini19 Giugno 20234min24951

Crediti di carbonio per l’agricoltura, l’Italia parte già dal 2024

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Si trova a a buon punto il lavoro relativo alla definizione dei crediti di carbonio e della relativa banca che li gestirà sul mercato. Lo ha reso noto Stefano Vaccari, direttore del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), nel corso di un recente webinar. Ciò significa che dal 2024 questo nuovo pagamento a disposizione del mondo agricolo diventerà operativo. Quindi, grazie ai cosiddetti servizi ecosistemici, le aziende agricole potrebbero diventare produttrici di carbon credits, guadagnandoci e facendo bene al clima.

Le industrie europee nuove clienti degli agricoltori

Diverse migliaia di industrie europee sono state identificate come le più inquinanti e a loro viene concesso di emettere in atmosfera una quantità di anidride carbonica che è molto inferiore rispetto alla loro normale attività. Quindi queste industrie sono di fronte a tre strade: o riducono la loro produzione (cosa improponibile!), o acquistano sistemi innovativi di abbattimento delle emissioni (ma spesso il loro costo è troppo elevato), oppure acquistano crediti di carbonio che consentono di scaricare in atmosfera una tonnellata in più di CO2 per ogni credito acquistato. E qui l’agricoltura entra in gioco da protagonista, perché è un’attività che grazie all’applicazione di percorsi agronomici sostenibili, riesce a stoccare nel suolo notevoli quantità di CO2 e quindi può essere in grado di cederli sul mercato.

Facciamo un esempio concreto. Un agricoltore che passa dall’aratura allo strip tiller o al sodo, che adotta sistemi di interramento o di iniezione dei liquami e digestati, che adotta le mappe di prescrizione per razionalizzare l’uso della concimazione minerale e dei diserbi, si vedrà assegnare, anche in base all’avvicendamento colturale adottato, un certo numero di crediti di carbonio da mettere sul mercato a un determinato prezzo, che gli verrà riconosciuto dalla Banca dei crediti di carbonio che verrà gestita verosimilmente dal Crea.

Lo strip tiller è un sistema di gestione del terreno che permetterà agli agricoltori e ai contoterzisti di ottenere i crediti di carbonio.

 

Quantificazione e certificazione: mettere in campo l’agricoltura rigenerativa

Il Crea è direttamente coinvolto nello sviluppo dei modelli che quantificano l’anidride carbonica sequestrata da ogni attività colturale dell’agricoltore, nelle varie condizioni ambientali. Successivamente metterà a punto un meccanismo che certifichi le azioni virtuose degli agricoltori e stimi quanti crediti di carbonio ad essi vadano a loro attribuiti. Non si tratta di escogitare chissà quali diavolerie, perché le azioni agronomiche e di gestione aziendale richieste per vedersi assegnare i crediti di carbonio da mettere sul mercato corrispondono esattamente ai principi fissati dall’agricoltura rigenerativa, che è l’unica in grado di poter garantire un futuro economicamente sostenibile ai nostri produttori agricoli.

Quindi, oltre a far del bene alla propria terra, che deve essere il motivo principale per applicare l’agricoltura rigenerativa, si potranno incassare anche alcuni euro in più di quelli concessi dalla nuova Pac. In tempi di prezzi di mercato così altalenanti, l’occasione non va certo sprecata.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • vittorino

    25 Settembre 2023 at 7:06 am

    Buongiorno, nelle azioni si deve considerare il BIOCHAR utilizzato singolarmente o con ammendanti vegetali provenienti dal cumulo prodotto con materia prima secondaria direttamente in azienda e/o sistemi interaziendali. Inoltre considerare che il prodotto da cumulo sia gestito senza orpelli burocratici come attualmente esistenti nonché diventi un prodotto di valore fonte di integrazione al reddito aziendale compresi i crediti di carbonio che matura . Grazie

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