Credito d’imposta 2020: quale perizia occorre per comprovare l’interconnessione 4.0

Credito d’imposta 2020: quale perizia occorre per comprovare l’interconnessione 4.0

A proposito del nuovo credito d’imposta 2020 previsto dalla legge di bilancio (vedi articolo), parliamo ora di perizie. Il superammortamento, oggi sostituito dal credito di imposta, prevedeva la necessità di comprovare l’interconnessione dei beni 4.0 (beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti) con una perizia giurata, sopra la soglia dei 500.000 euro.

Con la nuova versione del credito di imposta per beni “Industria 4.0” la soglia è stata abbassata a 300.000 euro, ma la novità principale è che sopra tale soglia viene ora richiesta una perizia semplice da parte di un professionista o di un ente di certificazione. Quindi, non solo non si parla più di perizia giurata, ma neanche di perizia asseverata. Si introduce inoltre l’obbligo dell’indicazione nella fattura di acquisto dei beni e nella documentazione collegata (quale per esempio il contratto di leasing) del riferimento normativo dell’agevolazione (art. 1, commi da 184 a 194, legge n. 160/2019).

L’onere documentale prevede inoltre l’identificazione a priori dei beni ammissibili ad agevolazione che, esattamente come previsto per il precedente iperammortamento, per loro natura sono ammissibili soltanto ad avvenuta integrazione e interconnessione con i sistemi informativi e logistici di fabbrica.

Credito del 15% per i servizi digitali

Riportiamo uno stralcio dell’allegato B del decreto che elenca alcuni dei sistemi che possono godere del beneficio fiscale, precisando che rientrano anche tutte le tecnologie informatiche che si riferiscono all’agricoltura di precisione e ai monitoraggi in campo con collegamenti satellitari.

  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che conl’ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie a una rete di sensori intelligenti interconnessi;
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi;
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l’accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing);
  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un’abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell’impianto
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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