Credito d’imposta e fondo perduto: nuovi sostegni per l’innovazione in agricoltura

Credito d’imposta e fondo perduto: nuovi sostegni per l’innovazione in agricoltura

Dal 1° gennaio 2020 è entrato in vigore il nuovo “credito di imposta” che sostituisce l’iper e il superammortamento, in vigore sino allo scorso anno. Torniamo sull’argomento per fornire indicazioni operative precise, dopo la definizione della legge di bilancio 2020.

Tutte le imprese agricole possono accedere al credito

La novità introdotta dalla legge di bilancio 2020 è che, a differenza dell’iper e super ammortamento, possono accedere al nuovo credito tutte le imprese agricole indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale con il quale determinano il reddito. Dunque, qualunque impresa con residenza in Italia sia individuale che societaria.

Il nuovo credito di imposta viene riconosciuto in maniera differente a seconda dell’oggetto acquistato:

  • 40% per attrezzature Isobus e dotate di sistemi intelligenti (beni 4.0, per esempio seminatrici, spandiconcime che non sovrappongono le passate ed effettuano distribuzioni a dose variabile, rotopresse Isobus, eccetera).
  • 15% per software e servizi digitali digitali (come centraline Isomatch Tellus, antenne GPS, guida automatica, eccetera). Il limite massimo di spesa è di 700.000 euro.
  • 6% per altri beni come per esempio attrezzature per lavorazione minima del terreno, macchine per la fienagione, trattore non Isobus, eccetera.

Il nuovo credito di imposta è per compensazione, quindi per diminuire o azzerare versamenti di imposte e contributi previdenziali con il modello F24, in cinque quote annuali di pari importo. Il momento nel quale il credito di imposta sarà fruibile decorre nell’anno successivo a quello di entrata in vigore, cioè a partire dal 2021.

Fondo per gli investimenti innovativi

Si tratta di una novità 2020 per un budget totale di 5 milioni di euro, quindi chi prima arriva può sfruttare questo incentivo. Il sostegno avviene attraverso due modalità:

  1. Contributo a fondo perduto nel limite del 35% della spesa ammissibile.
  2. Mutuo agevolato sino al 60% della spesa ammissibile.

I beni ammessi riguardano i processi produttivi innovativi, l’agricoltura di precisione e la tracciabilità. Dunque tutta l’agricoltura 4.0, che costituisce l’unica via per aumentare la redditività dell’ettaro coltivato.

Il Mipaaf entro il 29 febbraio emanerà il regolamento attuativo con criteri, modalità e procedure per erogare questi contributi.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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1 commento

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  1. Carlo
    Carlo 7 Febbraio, 2020, 19:12

    Ottimo

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