Diserbo: come scegliere ugello e barra per evitare la “deriva”

Diserbo: come scegliere ugello e barra per evitare la “deriva”

Quando si fa un trattamento di diserbo con la barra irroratrice, basta un movimento dell’aria trasversale rispetto alla linea di avanzamento, per creare una scia di goccioline di prodotto. Si tratta del ben conosciuto fenomeno della “deriva”, che l’agricoltore deve far di tutto per minimizzare per motivi ambientali e agronomici, con la scelta giusta dell’ugello ma anche mettendo in campo barre irroratrici di nuova concezione, che garantiscono una perfetta distribuzione dei prodotti in qualsiasi condizione di terreno e di clima.

Gli ugelli a doppio ventaglio e inclusione d’aria

Gli ugelli più utilizzati per il diserbo sono quelli a ventaglio, con pressioni da 4 a 5 bar per polverizzazioni fini e tra 1,5 e 2,5 bar per una polverizzazione media. Gli ugelli a cono sono in disuso e per facilitare la penetrazione del prodotto in colture molto sviluppate e fitte vengono sostituiti da quelli a doppio ventaglio in versione antideriva, caratterizzati da due getti, uno inclinato avanti e uno indietro rispetto alla direzione di avanzamento della barra.

Gli ugelli antideriva a inclusione d’aria sono invece molto utilizzati se si opera in zone ventose, perché producono gocce di notevoli dimensioni che contengono bolle d’aria al loro interno e che quindi vengono spostate più difficilmente dalle correnti d’aria. Se si usano questi ugelli con prodotti che agiscono per contatto, è opportuno aumentare un po’ i volumi distribuiti per avere una copertura ottimale della vegetazione.

Ugelli Even, a getto tagliato e a specchio

Gli ugelli Even sono consigliati per irrorazioni a bande, dato che producono un getto rettangolare. Gli ugelli a getto tagliato sono ideali a fine barra per operare lungo i bordi degli appezzamenti e per i trattamenti su terreno nudo o allagato nel caso delle risaie oppure per distribuire concimi liquidi, ideali risultato gli ugelli a specchio. Lavorano a bassa pressione, 1-2 bar, producendo gocce grosse per distribuzioni a bassi volumi.

Il consiglio finale è di dotarsi di portaugelli multipli con 3 o 4 posti per effettuare rapidamente un cambio di ugello a seconda delle diverse esigenze di campo.

L’importanza di avere una barra stabile e bilanciata

Per quanto riguarda le barre irroratrici, è noto che vanno tenute più basse possibile e vicino alla coltura da trattare. Per questo è essenziale scegliere attrezzature dotate di sistemi che rendono minime le oscillazioni e sono capaci di mantenere la barra parallela al suolo anche per sezioni indipendenti grazie a speciali sensori.

Kverneland iXter B garantisce i più elevati standard operativi grazie a sofisticati sistemi di stabilità e di bilanciamento.

Il sollevatore sospeso della barra dell’iXter B di Kverneland, per esempio, combina stabilità e delicato bilanciamento con un ridotto movimento verticale, per minimizzare le deviazioni nell’altezza di applicazione per garantire una corretta copertura della coltura.

Boom Guide: mantenimento dell’altezza di lavoro della barra

Il Boom Guide dell’iXter B è un sistema automatizzato di controllo dell’altezza di lavoro della barra irroratrice. Aiuta infatti l’operatore a mantenere costante l’altezza pre-impostata, grazie a sensori ultrasonici che funzionano da input per l’attivazione dell’idraulica responsabile dell’altezza.

iXter B mantiene sempre e in ogni condizione operativa una corretta posizione della barra.

Questa tecnologia unica mantiene una corretta posizione nelle più disparate condizioni di campo; guida la barra sopra la coltura o a distanza dalla superficie del terreno (o in combinazione mista) aumentando il confort d’uso e la precisione di distribuzione evitando inquinamento ambientale e spreco di prodotto.

Grazie al sistema GEOcontrol, attraverso il terminale Isomatch Tellus installato nella cabina del trattore, iXter B può effettuare la distribuzione a dose variabile degli erbicidi.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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