Tag "Kverneland"

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Il segreto dello strip-till a regola d’arte è la baulatura della striscia lavorata

Se digitate “baulatura del terreno” su Google, esce questa definizione: «Profilo convesso del terreno con pendenze dell’1-2 per mille». È esattamente come deve risultare il terreno dopo il passaggio dello strip-till come illustrato nelle foto che seguono. Quando non funziona

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Guido Zanetti: “L’innovazione tecnologica è necessaria per garantire la sicurezza alimentare”

«Mio padre all’età di vent’anni, subito dopo la fine della guerra, cominciò a gestire il caseificio di Marmirolo. Allora si lavoravano 60 quintali di latte al giorno, oggi sono diventati oltre 3300. Sono orgoglioso di essere riuscito a portare avanti

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Come seminare le cover crops sulle stoppie in un solo passaggio

In un recente articolo abbiamo illustrato le virtù delle cover crops o colture di copertura, indispensabili se si vogliono ottenere i massimi benefici adottando le minime lavorazioni del terreno al posto delle lavorazioni tradizionali. Il sistema di semina più veloce

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Il ferrarese, terra di aratori, promuove la minima lavorazione col Kultistrip

«Nei lontani anni novanta sono stato tra i primi ad applicare le microdosi nel diserbo della bietola, quindi da sempre ho cercato tecniche che mettono d’accordo l’ambiente e la redditività». Nicola Gherardi del Fondo Bosca a Contropò (Ferrara) dopo trent’anni

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Diserbo: come scegliere ugello e barra per evitare la “deriva”

Quando si fa un trattamento di diserbo con la barra irroratrice, basta un movimento dell’aria trasversale rispetto alla linea di avanzamento, per creare una scia di goccioline di prodotto. Si tratta del ben conosciuto fenomeno della “deriva”, che l’agricoltore deve

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I residui colturali sono preziosi e non vanno interrati in profondità

La fertilità di un terreno è strettamente correlata al contenuto di sostanza organica. Dai tempi andati, quando c’era tanto letame, l’agricoltore si è abituato a lavorare in profondità la terra proprio per interrare grandi quantità di letame e liquami insieme

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Mais, Gattoni: “Con la dose variabile si produce di più, anche sui terreni difficili”

Quando c’è un ingegnere alla conduzione di un’azienda agricola, come è il caso di Carlo Gattoni che dirige insieme al figlio Piero la “Cascinazza” a Meleti (Lodi), non c’è dubbio che si sappiano fare molto bene i conti e che

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Azienda Chiavassa: “La redditività del mais aumenta con mappe e semina a dose variabile”

«Da cinque anni ho messo da parte gli aratri per applicare la minima lavorazione e nel 2019 ho raccolto per la prima volta le produzioni con la mietitrebbia dotata di gps, per sapere quanto abbiamo prodotto metro quadro per metro

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Lopinto: ”Con Geospread una concimazione perfetta, omogenea e senza sprechi”

Francesco Saverio Lopinto nella sua masseria di Melfi in Basilicata è un agricoltore innovatore da parecchi anni; basti pensare che da vent’anni adotta la semina su sodo, avendo constatato un progressivo aumento della sostanza organica dei suoi terreni e quindi

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Mais, il vantaggio della dose variabile di seme è 17 quintali/ettaro

Nell’ultima settimana di settembre è stata effettuata la raccolta con mappatura della produzione dei parcelloni a mais della sperimentazione Kverneland Academy 2019 presso l’azienda Villagrossa di Casteldario (Mantova) dei F.lli Fortuna. Il primo dato che emerge in maniera molto evidente

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