Diserbo del frumento: tornano in auge i ”residuali”, inseriti in molti disciplinari di produzione

Diserbo del frumento: tornano in auge i ”residuali”, inseriti in molti disciplinari di produzione

I trattamenti di pre-emergenza e post-precoce sul frumento tornano in auge come una sorta di “assicurazione” preventiva e possono evitare o limitare i danni da competizione nel caso di avverso andamento climatico nel periodo primaverile. Ecco una sintesi dei prodotti sul mercato ad azione preventiva.

Pendimentalin (Stomp Aqua, Most Micro, Activus EC, ecc.). Da utilizzare solo su seme perfettamente ricoperto, evitando i terreni molto sciolti. Efficace contro Alopecurus e Lolio, Papavero, Stellaria e Veronica.

Clortoluron (Lentipur FL, Sorpasso 500 FL). Evitare terreni molto sciolti e ricchi di scheletro. Fare attenzione alla sensibilità varietale su frumento tenero. Efficace su terreno sodo in post-emergenza precoce. Risolve bene i problemi di infestazioni precoci di Lolio e Alopecurus e di molte specie a foglia larga come Veronica e crucifere.

Clorsulfuron (Glean 75 PX). Da evitare in aree con fenomeni di resistenza agli erbicidi ALS. Svolge ottima attività graminicida anche contro la Phalaris e dicotiledonicida. Va usato a dosi basse 8-12 g/ha di formulato commerciale, in considerazione della sua lunga persistenza.

Diflufenican (Mohican 500SC). In caso di forti piogge può provocare transitorie depigmentazioni delle foglie. Efficacissimo sulle infestanti a foglia larga a ciclo annuale, viene utilizzato per lo più in miscela con Clortoluron e Flufenacet.

Traillate (Aavadex Factor) Da usare solo in pre-emergenza, in assenza di infestanti nate. Perfettamente selettivo, è attivo anche sulle prime infestazioni di Avena.

Prosulfocarb (Roxy 800 EC) Da usare solo su seme perfettamente ricoperto. Ha ottima efficacia graminicida su Lolio, Poa e Alopecurus con buona azione contro Veronica, Stellaria e Fumaria.

Flufenacet. Siamo al primo anno di commercializzazione della nuova miscela Flufenacet+Diflufenican (Battle Delta). Da evitare su terreni sciolti e ricchi di scheletro e su grano duro, è consigliabile solo intervento di post-emergenza precoce.

Cosa fare: pre o post emergenza precoce?

Gli interventi subito dopo la semina, sostengono i tecnici della sezione “Ricerca e sviluppo” di Terremerse, si giustificano su terreni finemente lavorati e con previsioni di piogge nei giorni successivi la distribuzione in campo.
Più razionali sono gli interventi di post precoce, soprattutto quando si prevede un periodo siccitoso. Inoltre si può graduare meglio l’intervento verificando il reale grado e tipo di infestazione.
Questi interventi vanno effettuati molto precocemente su colture che abbiano differenziato al massimo la seconda foglia.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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