Campagna finanziaria Kverneland

Glifosate, si decide tutto il 6 novembre. Ma c’è l’ipotesi di un’altra proroga temporanea

Glifosate, si decide tutto il 6 novembre. Ma c’è l’ipotesi di un’altra proroga temporanea

L’autorizzazione all’impiego del glifosate nell’Unione europea potrebbe essere rinnovata per 18 mesi o addirittura per 5 anni: questo, almeno, sarebbe l’orientamento attuale della Commissione europea, sempre che non si decida di rimandare ancora. Ma lo sapremo solo il prossimo 6 novembre, quando cioè è stata calendarizzata la discussione sul futuro del noto erbicida da mesi al centro di un infuocato dibattito.

I favorevoli alla proroga sono Danimarca, Irlanda, Romania, Bulgaria, Polonia, Estonia, Cipro e Spagna. Il Regno Unito non si è espresso, mentre la Francia è per il “no”. E l’Italia?

Nel 2016 l’Italia si è astenuta, mentre nel marzo 2017 si è espressa con parere contrario insieme a Svezia, Olanda e Francia.

I nostri due ministeri non sono d’accordo tra loro?

Il ministro alle politiche agricole Maurizio Martina ha dichiarato di essere contrario al rinnovo dell’autorizzazione «perché l’Italia deve confermarsi leader nell’agricoltura sostenibile». Ma qualcuno del suo entourage dovrebbe dirgli che, se non si potrà usare più il glifosate, si dovrà tornare indietro anni luce, annullando di colpo tutti i benefici che si sono via via accumulati utilizzando la semina diretta e le minime lavorazioni. Senza considerare che la misura 10 di tutti i PSR regionali andrebbe cancellata insieme ai relativi aiuti.

La questione in Italia come sempre si tinge di giallo, dato che dal Ministero della salute, al quale spetta la competenza sugli agrofarmaci, non ci si sbilancia.

Il parere degli enti internazionali

Probabilmente su questa salomonica posizione c’entrano i recenti pronunciamenti dell’Efsa e dell’Echa, gli organismi internazionali che si occupano di sicurezza alimentare e di sostanze chimiche, che hanno dichiarato: «Non ci sono prove scientifiche per classificare il glifosate come cancerogeno né come interferente endocrino».

Sta di fatto che, se il 6 novembre non si raggiungerà la maggioranza qualificata, Bruxelles potrebbe decidere per un ulteriore rinnovo a tempo determinato. C’è un proverbio in dialetto emiliano che dice: “Chi la slonga… la scapa”. Si addice bene al glifosate!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tag assegnati a questo articolo:
glifosateMaurizio Martina

Articoli correlati

L’affitto dei terreni agricoli continua ad aumentare, ma i prezzi medi sono sotto ai 20mila euro/ettaro

Le superfici agricole in affitto continuano ad aumentare al ritmo del 7-8% l’anno e hanno ormai raggiunto i 5,2 milioni

Titoli Pac: cosa succede se nel 2016 l’agricoltore coltiva meno ettari rispetto al 2015?

I nuovi titoli Pac sono stati assegnati a ogni agricoltore sulla base della superficie ammissibile disponibile al 15 maggio 2015.

PSR, come utilizzare la Misura 16 per investire sull’innovazione agricola con gli aiuti europei

L’Unione europea, per dare un futuro all’agricoltura, mette al primo posto la conoscenza e l’innovazione, due fattori chiave per l’azienda

Nessun commento

Scrivi un commento
Nessun commento Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*