Eco-schema 4 e obbligo di rotazione: a quali anni si riferiscono?

ecoschema4

Sul numero 42/2022 dell’Informatore Agrario, Gabriele Canali dell’Università di Piacenza sostiene che sull’eco-schema 4 (“Sistemi foraggeri intensivi con avvicendamento”) ci sono ancora molti dubbi sugli anni (2022, 2023 o 2024) che verranno presi a riferimento per l’applicazione della norma. Ma a nostro avviso basta leggere il testo approvato della nuova Pac italiana per fugare ogni dubbio: occorre solo distinguere bene tra l’eco-schema 4 (volontario), che entra in vigore già dal 2023 per chi vorrà aderire, e la BCCA 7 (norma vincolante per ricevere la Pac), che invece entrerà in vigore solo a partire dal 2024. In ogni caso l’anno 2022 non viene preso in considerazione.

Riportiamo di seguito una sintesi del testo integrale del Piano strategico Pac 2023-2027 relativamente alle due norme.

Eco-schema 4: “Sistemi foraggeri intensivi”

L’eco-schema 4 “Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento” intende favorire l’introduzione in un avvicendamento almeno biennale di colture leguminose e foraggere o di colture da rinnovo con l’impegno alla gestione dei residui in un’ottica di carbon sink. Stabilisce impegni annuali e si applica alle superfici nazionali a seminativo in avvicendamento.

L’eco-schema 4 si applica alle colture principali e di secondo raccolto. Rientrano nell’avvicendamento anche colture pluriennali, erbe e altre piante erbacee da foraggio e i terreni a riposo per un massimo di quattro anni consecutivi. Sono escluse le colture di copertura.

Le leguminose in particolare, grazie alla lunga stagione di crescita e all’alta biomassa delle radici, aumentano l’apporto di matrici organiche al suolo. Inoltre, per effetto dell’azione azoto-fissatrice simbiotica, consentono di ridurre l’apporto di fertilizzanti. Anche l’impegno all’interramento dei residui determina un incremento della sostanza organica nel suolo e favorisce l’attività e la biodiversità microbica all’interno di esso. In tal modo l’eco-schema contribuisce allo stoccaggio del carbonio e quindi alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Sostegno annuale per ettaro

L’importo unitario previsto è pari a 110,00 euro/ha su tutta la superficie sotto impegno. L’importo unitario previsto è maggiorato del 20%, e quindi risulta pari a 132 euro/ha, per le Zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (ZVN), dove i rischi di inquinamento delle acque sono particolarmente elevati, e nelle zone Natura 2000, in ragione delle priorità di tutela della biodiversità per le quali sono istituite anche in aree agricole.

Quando entra in vigore

L’eco-schema 4 entra in vigore a partire dal 2023 e non c’è quindi alcuna implicazione con quello che è stato fatto nel 2022, anno che non viene preso in considerazione.

 

BCAA 7 “Rotazione obbligatoria”

Cosa diversa è invece la BCAA 7 “Rotazione delle colture nei seminativi”, che fa parte delle nuove norme sulla condizionalità che entrerà in vigore solo a partire dal 2024. La norma stabilisce di prevedere una rotazione che consista in un cambio di coltura almeno una volta all’anno a livello di parcella (eccetto nel caso di colture pluriennali, erbe e altre piante erbacee da foraggio e terreni lasciati a riposo). Tale cambio di coltura è inteso come cambio di genere botanico e, pertanto, non ammette la monosuccessione dei cereali frumento duro, frumento tenero, triticale, spelta e farro, in quanto del medesimo genere botanico.

Le colture secondarie sono ammesse

Ai fini del rispetto della BCAA 7, sono ammesse invece le colture secondarie, purché adeguatamente gestite, cioè portate a completamento del ciclo produttivo e che coprono una parte significativa del periodo tra due coltivazioni principali. Questo si concretizza nella scelta di colture secondarie caratterizzate da un ciclo produttivo di durata adeguata, anche breve, che in ogni caso assicuri la permanenza in campo della coltura secondaria per almeno 90 giorni.

A chi non si applica il vincolo di rotazione

La norma si applica a livello nazionale, come detto, su tutte le superfici a seminativo, come definite nel Piano strategico della Pac ai sensi dell’articolo 4.3 (a) del regolamento (UE) 2021/2115, fatta eccezione per:

  • le colture sommerse;
  • le colture condotte con metodo biologico, certificate in conformità al Reg. (UE) n. 848/2018
  • le colture condotte secondo la produzione integrata, certificati dal Sistema di qualità nazionale della produzione integrata (SQNPI).

Altre esenzioni applicabili sono le seguenti:

  • aziende con una superficie di seminativi fino a 10 ettari;
  • aziende la cui superficie agricola ammissibile è costituita per più del 75% da prato permanente;
  • aziende i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio, sono utilizzati per terreni lasciati a riposo, investiti a colture di leguminose o sottoposti a una combinazione di tali tipi di impieghi.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Un commento

  • Davide

    23 Dicembre 2022 at 3:20 pm

    Sig. Bartolini per quanto riguarda le colture sotto serra esempio orticole, come si fa? Ad esempio io nella mia azienda ormai da anni a pieno campo avvicendo le colture con una rotazione ma nel caso di serre in cui coltivo sempre meloni? La ringrazio

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