Eco-schema 4, quali colture avvicendare per avere il sostegno Pac

ecoschema4

L’eco-schema 4 della nuova Pac 2023-2027 assegna un sostegno di 110 euro/ha aggiuntivi al sostegno di base a tutti gli agricoltori che introducono un avvicendamento di colture leguminose e foraggere, nonché da rinnovo allo scopo di preservare la fertilità dei suoli, la biodiversità e ridurre lo sviluppo di infestanti e di patogeni.

L’eco-schema 4 in breve

Riassumiamo l’eco-schema 4 in breve:

  • Obiettivo: l’introduzione in avvicendamento di colture leguminose e foraggere, nonché da rinnovo con l’impegno alla gestione dei residui con un ottica di carbon sink. L’avvicendamento colturale rappresenta uno strumento fondamentale per preservare la fertilità dei suoli e la biodiversità, e per ridurre lo sviluppo di infestanti e l’insorgenza dei patogeni, salvaguardando/migliorando la qualità delle produzioni.
  • Ammissibilità: tutte le superfici a seminativo in avvicendamento.
  • Pagamento: 110 €/ha aggiuntivi al sostegno di base (con ulteriore integrazione del 20% per impegni in Natura 2000 e ZVN, che fa aumentare il pagamento a 132 €/ha).
  • Controllo: SIPA-LPIS e monitoraggio con dati Sentinel e visite in campo, ove necessario.
  • Budget: 162,9 milioni di euro (18,6% del budget totale della nuova Pac).

Di seguito presentiamo un elenco di colture in base allo loro classificazione, comprese altre colture che possono essere inserite in rotazione.

Per chiarire meglio come può avvenire il corretto avvicendamento, di seguito riportiamo alcuni esempi, indicando cosa è ammesso e cosa non è ammesso.

Avvicendamento biennale Ammissibilità
Grano – Girasole
Grano – Orzo no
Mais – Soia
Grano – Peperone no
Barbabietola – Grano
Tabacco – Grano
Erba medica – Erba medica

Gli impegni per l’agricoltore

Come per tutti gli eco-schemi, a fronte del sostegno per ettaro sono previsti degli impegni per l’agricoltore, che elenchiamo di seguito.

  1. Assicurare l’avvicendamento almeno biennale sulla medesima superficie con leguminose e foraggere, o colture da rinnovo, inserendo nel ciclo di rotazione, almeno una coltura miglioratrice proteica o oleaginosa, o almeno una coltura da rinnovo.
  2. Sulle colture leguminose e foraggere non è consentito l’uso di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari nel corso dell’anno. Sulle colture da rinnovo è consentito esclusivamente l’uso della tecnica della difesa integrata o della produzione biologica.
  3. Interramento dei residui di tutte le colture in avvicendamento (es. stocchi di mais, paglie di cereali), fatta eccezione per le aziende zootecniche.

Da notare che, mentre per le colture foraggere e le leguminose non è consentito l’uso di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari, per le colture da rinnovo come mais, soia, girasole, sorgo, eccetera è consentito solo l’uso della difesa integrata oppure della produzione biologica.

Sì ai secondi raccolti, no alle cover crops

Ulteriori dettagli operativi molto utili per l’agricoltore sono riportati nell’elenco seguente. Tali indicazioni devono essere rispettate per evitare contestazioni nel momento in cui verranno fatte le ispezioni.

  • Sono colture miglioratrici le leguminose.
  • L’alternanza può essere assicurata anche dalle colture secondarie e deve essere attuata su almeno due anni.
  • Nel caso di colture pluriennali, erbe e altre piante erbacee da foraggio e terreni a riposo, l’impegno è assolto ipso facto.
  • Non sono considerate ai fini del rispetto dell’impegno 1 le colture di copertura.
  • L’ecoschema 4 si applica alle colture principali e di secondo raccolto.
  • Rientrano nell’avvicendamento anche i terreni a riposo per un massimo di quattro anni consecutivi.
  • Sono invece escluse le colture di copertura come previste dalla BCAA 7 e dal CGO 2.

In merito alle modalità applicative dell’eco-schema, si rimanda alle disposizioni attuative predisposte dall’autorità competente.

N.B. Si ringrazia Angelo Frascarelli (Università di Perugia) per i riassunti forniti.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


7 commenti

  • Giovanni

    21 Dicembre 2022 at 3:20 pm

    Buongiorno, vorrei chiedervi alcune informazioni sul mio caso, potreste aiutarmi se vi espongo la mia situazione o potrestie consigliarmi a k rivolgermi fuori dalle rete delle associazioni k parlando sono discordanti sulle varie soluzioni.
    Ringraziando per la vostra disponibilità colgo l’occasione per farvi i complimenti x la schiarezza del giornale.
    Distinti saluti ed auguri buon Natale e buon Anno.

    Rispondi

  • Gianfranco

    21 Dicembre 2022 at 5:24 pm

    Salve dott. Bartolini,
    seguo sempre i suoi articoli che pur essendo sempre chiari, l’intreccio di regole sempre nuove e a volte contrastanti, sono di difficile attuazione nelle nostre aziende.
    La mia azienda aderisce alla Misura 10.1 lotta integrata della Lombardia, la quale permette il ristoppio di due anni della stessa coltura (pomodoro2023-pomodoro2024), la quale si scontra, se non ho capito male, con l’Eco-schema 4.
    Pertanto chiedo quale sia il comportamento corretto da attuare per le rotazioni, nei prossimi anni rispettando l’Eco-schema 4, è possibile fare pomodoro2023-pomodoro2024?
    oppure la scelta possibile è pomodoro2023-loietto sovesciato2024-pomodoro2024 come coltura secondaria?
    Oppure è meglio pomodoro2023 pisello proteico sovesciato2024-pomodoro2024?
    Ringraziandola anticipatamente
    un cordiale saluto

    Rispondi

  • Michele

    21 Dicembre 2022 at 6:47 pm

    Diciamo tutto bene ma x i cinghiali come facciamo? Sono un piccolo coltivatore del comune Panni Fg insieme a tutti gli altri coltivatori degli altri Comuni ci sta passando la voglia di coltivare i nostri terreni comprati col nostro sudore, i Cinghiali sono il primo problema di noi Coltivatori?

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  • Giuseppe

    22 Dicembre 2022 at 7:38 am

    Buongiorno, con il cambiamento del clima, la siccità aumenta, l’acqua scarseggia.
    Incentivare la coltivazione l’ulivo.
    Cosa ne pensate.
    Saluti.

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  • Sante Runci

    22 Dicembre 2022 at 6:11 pm

    Ottimo e molto interessante

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  • Raymomd Remington

    22 Dicembre 2022 at 9:50 pm

    Tutto si può fare se solo diminuirebbero le spese vive..e x spese vive??..Intendo..Gasolio Agricolo che serve x la preparazione dei terreni x ospitare la coltura…Poi…Diminuzione dei concimi…Indispensabili x la crescita della coltura….Diminuizione dei prodotti fotofarmaci: ed Anticrittogamici…x preservare la coltura da eventi parassitari….Se non si interviene su questa politica??..La vedo dura che x l’agricoltura Italiana.

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  • Nicola

    23 Dicembre 2022 at 8:40 pm

    Togliete l’integrazione e lasciateci in pace, fateci lavorare secondo leggi di mercato .Se non vai in successione con l’orzo ,e non poi rifare grano,vivi con le leguminose?
    Poveri noi siamo in mano a degli incompetenti

    Rispondi

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