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Frumento: con la concia di alta qualità, più accestimento e piantine più sane

Frumento: con la concia di alta qualità, più accestimento e piantine più sane

I prezzi bassi del frumento 2016 non debbono provocare un abbassamento di guardia nella difesa del seme e delle piantine, quindi è più che mai d’obbligo utilizzare al meglio i mezzi tecnici innovativi presenti sul mercato.

Non utilizzare seme non conciato industrialmente

Purtroppo ancora la metà del seme di frumento che viene messo a dimora non è conciato industrialmente, con un risparmio solo apparente per l’agricoltore, dal momento che questo seme, spesso autoprodotto, è molto più sensibile agli attacchi parassitari e provoca scarsi accestimenti.

Un’interessante prova di campo pubblicata sull’Informatore Agrario, realizzata dall’Università di Torino in collaborazione con ApsovSementi, mette a confronto la concia tradizionale del seme con il solo fungicida protioconazolo con una concia di alta qualità costituita da un fungicida (fkluxapyroxad), un insetticida (imidacloprid) e un concime starter a base di azoto, fosforo e zinco.

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Come si vede dal grafico A, l’impiego della concia di alta qualità favorisce un maggiore accestimento rispetto alla concia tradizionale in diversi momenti di semina, precoce e ordinaria. Inoltre la difesa prolungata da funghi e insetti (grafico B) garantisce un ampliamento della finestra di semina, salvaguardando l’emergenza e lo sviluppo colturale.

La possibilità di difendere con insetticidi sistemici i cereali da attacchi di afidi vettori di virus rende sostenibile un anticipo dell’epoca di semina, permettendo una più razionale programmazione aziendale e la valorizzazione della potenzialità produttiva e qualitativa delle migliori varietà di cereali.

 

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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