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Frumento: concimazione e diserbi mirati per ricavare il massimo reddito dalla filiera

Frumento: concimazione e diserbi mirati per ricavare il massimo reddito dalla filiera

«Le Borse Merci cominciano a premiare le specializzazioni produttive e questo vale anche per il frumento, quindi occorre produrre grano per le filiere passando da un prodotto indistinto a un prodotto caratterizzato dal punto di vista qualitativo». Lo ha sottolineato Amedeo Reyneri, docente dell’Università di Torino, in apertura del recente convegno dedicato alla coltura del frumento organizzato a Bologna da Bayer.

«Oggi per ottenere redditività – ha aggiunto Reyneri – bisogna puntare sull’alta qualità del raccolto richiesta dall’acquirente e gli elementi chiave per ottenerla sono la corretta scelta varietale, una concimazione ben equilibrata e una strategia mirata di difesa della foglia e della spiga, oltre a un’attenta ed efficace lotta alle infestanti con particolare riferimento a quelle resistenti».

A questo proposito, per rendere conto ai nostri lettori degli aspetti cruciali riferiti dal prof. Reyneri, in questo articolo affrontiamo i temi della concimazione e del diserbo, mentre nel prossimo si tratterà il capitolo della difesa dalle malattie fungine.

Il focus: mantenere verde e attivo l’apparato fogliare

Il punto chiave di tutta la strategia agronomica post semina del frumento ruota intorno alla necessità di mantenere ai massimi livelli l’attività fotosintetica dei tessuti della pianta, tenendo conto che il periodo critico e decisivo va dalla levata (aprile) all’inizio della maturazione della spiga (inizio giugno). Questo vuol dire nella pratica fare di tutto per mantenere l’area fogliare del grano sempre verde, sana e quindi attiva, senza ostacolare in alcun modo la fotosintesi.

La corretta concimazione

Se guardiamo l’insieme dei costi di coltivazione, la voce più onerosa (28% del totale dei costi) è quella relativa alla concimazione, quindi i concimi azotati vanno dosati in funzione della destinazione d’uso del nostro grano.

Per capire come regolarsi circa la dose di concime azotato necessario, non si può che partire dalle asportazioni effettuate dalla coltura. Nella tabella sottostante vediamo che a parità di produzione (per esempio 8 t/ha) gli asporti sono ben diversi a seconda della categoria di frumento che si produce e quindi differenti dovranno essere anche gli apporti in campo.

I consigli operativi di concimazione

Reyneri indica due percorsi di concimazione, differenziati in base alla destinazione d’uso del grano che si produce.

Se si produce grano di forza e panificabile superiore per ottenere nella granella i valori richiesti dal mercato, occorre una distribuzione di concime granulare frazionata in tre momenti, con l’aggiunta di un trattamento fogliare in spigatura. Da tenere presente che il 30% di concime azotato da distribuire al momento della foglia a bandiera è fondamentale e non va eliminato in nessun modo se si punta alla valorizzazione del raccolto.

Se si produce frumento biscottiero o panificabile, è invece sufficiente limitare a due gli interventi di concimazione, all’accestimento e in levata, che possono ridursi addirittura a uno solo nel caso si usino concimi azotati a lenta cessione.

Lotta alle infestanti

Il periodo critico da tenere d’occhio va dall’accestimento del grano al secondo nodo, nel corso del quale le malerbe esercitano una competizione negativa con la coltura compromettendone la produttività e quindi vanno eliminate.

I principali problemi da affrontare sono i seguenti:

  • Aumento delle infestazioni con le lavorazioni conservative.
  • Allerta di infestazioni da Galium a., Papaver r., Alopecurus m., Poa spp., Lolium spp., Phalaris spp., Bromus spp.
  • Utilizzo generalizzato di diserbanti di post-emergenza (minori problemi ambientali) per la coincidenza con il periodo critico.
  • Principali erbicidi di post-emergenza con solo tre modalità di azione: ormonici, inibitori dell’ACCasi o dell’ALS. Problema di resistenze (Lolium. spp., Papaver r.).

Le soluzioni consistono nell’applicare una corretta e il più possibile ampia rotazione delle colture e nell’uso alternato di prodotti di pre e di post emergenza cercando di indirizzare la scelta sulle soluzioni di più recente uscita sul mercato.

Le soluzioni di Bayer

Valeria Videsott di Bayer ha ricordato le peculiarità di Atlantis Pro, il graminicida più utilizzato dai cerealicoltori italiani, ancora più potente grazie alla formulazione esclusiva Tech Plus che permette una migliore bagnatura fogliare e il massimo assorbimento con un rapido ingresso dei principi attivi e dell’antidoto agronomico. Oltre alle graminacee, Atlantis Pro controlla anche alcune importanti dicotiledoni. Il prodotto si impiega a partire dall’inizio dell’accestimento del frumento sino a secondo nodo alla dose di 1,5 l/ha con un volume di 200-400 l/ha di acqua per una bagnatura uniforme delle infestanti.

Per chi ha infestazioni miste ed è alla ricerca di una soluzione semplice ed efficace, ci sono inoltre Hussar Max pro e Crossak Pro, attivi anche contro le infestanti difficili e ideali nei programmi di diserbo “One pass”.

Nel 2019 è da segnalare la novità Atlantis Flex, il prodotto per chi cerca una soluzione flessibile ed efficace contro il Bromo e molto pratico, dato che con una confezione si diserbano 2 ettari.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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