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Mais, +11% di produzione e risparmio idrico con ala gocciolante e fertirrigazione

Mais, +11% di produzione e risparmio idrico con ala gocciolante e fertirrigazione

Nelle aree più vocate alla maiscoltura con buone disponibilità idriche e terreni di medio impasto e/o leggeri, è d’obbligo massimizzare le rese e uno dei fattori chiave è l’irrigazione abbinata a un buon piano di concimazione. Si tratta di tecniche indispensabili per evitare che la pianta di mais vada in stress e quindi possa esplicare nel modo migliore le enormi potenzialità produttive che la moderna genetica ci ha messo a disposizione.

Coltiviamo ibridi di mais che sono autentiche macchine vegetali da corsa, ma nella maggior parte dei casi non riusciamo a farle esprimere al meglio per errori di gestione agronomica, ma anche per non applicare innovazioni come per esempio l’irrigazione localizzata con manichetta o ala gocciolante superficiale o interrata.

Una prova di cinque anni in Piemonte

Il Dipartimento di scienze agrarie e forestali dell’Università di Torino ha condotto una prova per cinque anni nella pianura piemontese in provincia di Torino e Vercelli, mettendo a confronto l’irrigazione a scorrimento con l’ala gocciolante in due versioni: una con distribuzione dell’azoto in forma granulare (30% alla preparazione del terreno o localizzato alla semina e il 70% in copertura) come nello scorrimento e la seconda con la distribuzione dell’azoto attraverso fertirrigazione.

I risultati, pubblicati di recente sull’Informatore Agrario, dimostrano come su un terreno di medio impasto quale quello delle prove piemontesi, l’irrigazione localizzata abbinata alla fertirrigazione abbia sempre fatto aumentare, in media dell’11%, la produzione di granella rispetto al mais irrigato per scorrimento, ma anche al mais irrigato con manichetta ma con distribuzione dell’azoto in forma granulare.

Ala gocciolante e fertirrigazione su terreni sciolti o di medio impasto portano ad aumenti considerevoli della produzione di granella, evitando che la pianta di mais subisca i danni di stress idrici.

La fertirrigazione ha aumentato in maniera considerevole l’efficienza dell’azoto distribuito, la cui quantità totale si è anche ridotta di almeno un 10% nel caso della fertirrigazione rispetto alla distribuzione granulare.

Aumento dell’efficienza d’uso dell’acqua

Ma parallelamente è aumentata anche l’efficienza d’uso dell’acqua che cresce di ben 2,4 volte con l’ala gocciolante rispetto allo scorrimento, un sistema forse comodo ma del tutto antistorico e che andrebbe velocemente eliminato dai nostri comprensori. Teniamo inoltre presente che l’uso dell’ala gocciolante permette un risparmio di circa il 60% dell’acqua irrigua messa a disposizione del mais e questo dato ha un’enorme valenza ambientale in momenti come gli attuali, dove lo spettro della siccità si fa sempre più pressante.

Il sistema di irrigazione a scorrimento è la massima espressione dello spreco di una risorsa preziosa come l’acqua, oltre a essere assai poco efficace sotto il profilo agronomico.

Quando conviene spingere l’acceleratore

Dunque l’adozione dell’ala gocciolante sul mais in abbinamento alla fertirrigazione, oltre a favorire una maggiore efficienza agronomica azzerando gli sprechi, permette di aumentare in maniera significativa le rese e la qualità della granella e si presta perfettamente per coltivazioni intensive, con alti investimenti ad ettaro di ibridi dotati di alta produttività, soprattutto su terreni sciolti o di medio impasto. Non dimentichiamo, aggiungiamo noi, anche il sistema dell’ala gocciolante interrata che costituisce un’alternativa altrettanto valida se non ancora di più, dal momento che una volta installata non richiede la movimentazione annuale e lo smaltimento delle manichette.

Fonte: Informatore Agrario 1/2019
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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