Grano, come gestire la concimazione azotata senza dimenticare fosforo e potassio

Grano, come gestire la concimazione azotata senza dimenticare fosforo e potassio

La ricetta non può essere unica, perché ci sono zone dove si fanno 70-90 ql/ha e zone dove ci si ferma a 30-40 ql/ha. Tuttavia le linee guida di buona pratica agricola per una gestione oculata dei fertilizzanti sui grani valgono per tutti.

Qual è l’obiettivo produttivo dell’azienda?

Oltre alla dose totale di concime azotato, che dipende da molti fattori – primo tra tutti i risultati di analisi del suolo dettagliate e recenti, e poi dalla precessione colturale – è molto importante stabilire quando distribuire il prodotto prescelto. La risposta si trova nell’obiettivo produttivo aziendale:

  • Se si punta a fare granella di pregio, occorre ottenere la massima percentuale di proteine e quindi va distribuita una buona quota dell’azoto totale nella fase botticella-maturazione lattea.
  • Se si fa grano biscottiero, una buona quota di azoto va riservata alla fase della levata che influisce sulla resa finale della granella.

Quando va distribuito l’azoto

Se si fa semina su sodo, una tecnica largamente utilizzata per i cereali vernini ormai in gran parte d’Italia anche in collina, è necessario un intervento precoce, localizzando il concime insieme al fosforo al momento della semina. Se invece si fanno semine su lavorazioni tradizionali o minime, la prima distribuzione azotata può essere effettuata a fine accestimento riservando il 30% della dose totale.

Alla fase di inizio levata-spiga al secondo nodo va riservata la massima parte dell’azoto, cioè il 70% della dose totale stabilita dal piano agronomico. In questo caso è bene dare preferenza a concimi a pronto effetto. Nel caso del grano duro o tenero di pregio, sarebbe bene conservare un 20% della dose totale per la fase di botticella, per favorire l’accumulo proteico nella granella.

Lenta cessione e concimi fogliari

Per quanto riguarda i concimi a lenta cessione, per i cereali vernini si prestano per la concimazione di metà-fine accestimento, quando la domanda di azoto da parte della coltura è protratta nel tempo. Poiché è sempre bene tenere sott’occhio i costi di distribuzione, si può risparmiare un passaggio se si sfruttano le operazioni di difesa e di diserbo, utilizzando insieme agli agrofarmaci concimi fogliari miscibili e compatibili, a base di azoto e di microelementi, che forniscono nutrienti prontamente disponibili alla coltura.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tags assigned to this article:
frumentograno durograno tenero

Related Articles

Spandiconcime colabrodo in Italia: è ora di investire, anziché spendere inutilmente sul trattore nuovo

Il mercato dei trattori sta riprendendo fiato e questo è un segnale preoccupante, perché significa che l’agricoltore ancora una volta

Mais: la strategia di concimazione per puntare ad alte produzioni

Tra i segreti delle elevate produzioni di granella di mais che molte aziende italiane conseguono anche in annate difficili, c’è

Mais, perché alcuni diserbi di pre-emergenza non hanno funzionato

Il mese di giugno ha portato la pioggia che non era caduta per tutto l’inverno e la primavera e forse

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment