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Greening: tutte le novità per la gestione delle aree ecologiche nella Pac 2018

Greening: tutte le novità per la gestione delle aree ecologiche nella Pac 2018

Il greening (o “area di interesse ecologico”), è uno dei tre obblighi previsti dalla Pac per ottenere il “pagamento verde”, insieme all’obbligo di diversificazione delle colture per coloro che hanno superfici a seminativo superiori ai 10 ettari e al mantenimento dei prati permanenti. Dal 2018 sono stati inseriti numerosi cambiamenti nella normativa del greening e, anche se a più riprese lo abbiamo già segnalato nel nostro sito, presentiamo un riassunto finale per contribuire a fugare gli ultimi dubbi degli agricoltori.

Diversificazione e deroghe

Riso. Le aziende che hanno più del 75% della superficie a riso possono lasciare invariata questa superficie, purché sui seminativi restanti la coltura principale non occupi più del 75% di tali seminativi. «Per fare un esempio – spiega l’agronomo Angelo Frascarelli, esperto di Pac – se la superficie a seminativo è pari a 200 ettari, 160 sono occupati dal riso e l’altra coltura occupa i 40 ettari rimanenti, l’azienda non è tenuta a diminuire la superficie a riso».

Leguminose. L’erba medica e le altre leguminose consentono di essere esentati dall’obbligo di diversificazione. «Per esempio su 500 ettari di seminativi aziendali, se le leguminose da foraggio in purezza o da granella occupano 450 ettari, l’azienda può non diversificare le colture», illustra ancora Frascarelli.
Inoltre, se le leguminose occupano più del 75% della superficie a seminativi, l’azienda è esentata dall’obbligo di diversificazione. «Su 200 ettari di seminativi, se 151 (cioè più del 75%) vengono occupati da leguminose, l’azienda non è obbligata a diversificare le colture».

Terreni a riposo (“set aside”)

Il “ riposo” obbligatorio del terreno (“set aside”) passa da otto a sei mesi, cioè a partire dal 1° gennaio sino al 30 giugno dell’anno della domanda Pac. Durante questo periodo è vietato l’uso di prodotti fitosanitari. Dal 1° luglio il terreno può essere lavorato e coltivato.

Divieto di fitosanitari

Dal 1° gennaio 2018 è vietato usare prodotti fitosanitari sulle colture azotofissatrici inserite nella domanda Pac come aree ecologiche o greening. Il divieto è applicato nel periodo che va dalla semina alla raccolta, mentre è consentito in tutti gli altri periodi.

Nel caso molto discusso della soia utilizzabile come EFA, in effetti è possibile il diserbo in pre-semina, per esempio con glifosate, perché la legge lo consente. Tuttavia a nostro avviso questa possibilità legislativa non deve indurre gli agricoltori a seminare soia sulle Efa, dal momento che sappiamo come un solo diserbo di pre-emergenza non garantisce affatto la pulizia del suolo nel corso del ciclo della coltura e può quindi compromettere le rese finali. Molto meglio seminare un’altra coltura leguminosa abbinata al greening e, una volta raccolta, fare un secondo raccolto di soia e di mais sulle quali si possono utilizzare i prodotti fitosanitari.

Azotofissatrici anche nei miscugli e fattore di conversione

I miscugli di azotofissatrici e altre piante possono essere utilizzate come EFA a condizione che sia assicurata la predominanza delle azotofissatrici nei miscugli. Il fattore di conversione per le EFA con colture azotofissatrici passa da 0,7 a 1.

Fossati e muretti

Per poter qualificare un corso d’acqua come fossato, dal 1° gennaio 2018 è stabilita la larghezza massima di 10 metri, con fattore di ponderazione 2 e nessun fattore di conversione.

I muretti hanno invece fattore di ponderazione 1. Per fare un esempio, un muretto in pietra di 2000 metri lineari per una lunghezza di 1,5 metri sviluppa una superficie di 3000 mq. In base al decreto 5604 del 2 ottobre 2017, con fattore di ponderazione 1 tale muretto genera 3000 mq di EFA.

Elementi caratteristici del paesaggio

Siepi e fasce alberate possono superare la dimensione di 0,3 ettari anche se la dimensione massima al fine del calcolo EFA risulta di 0,3 ettari con larghezza massima di 20 metri. Inoltre, tutta la vegetazione ripariale dei corsi d’acqua viene presa in considerazione per il calcolo delle aree ecologiche indipendentemente dalla dimensione.

Sempre dal 1° gennaio 2018, fasce tampone e bordi campo possono essere di qualsiasi tipologia senza limitazioni. La superficie minima viene unificata a 1 metro. Su fasce tampone, bordi campo e lungo i bordi forestali senza produzione sono autorizzati lo sfalcio e pascolo a condizione che la superficie resti distinguibile dal terreno agricolo adiacente.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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7 commenti

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  1. Paolino
    Paolino 19 febbraio, 2018, 08:46

    Buongiorno,
    vorrei chiederle un chiarimento sul greening.
    In particolare un piccolo agricoltore puo’ usufruire dei benefici/contributi del greening o spetta solo alle aziende sopra i 10 ettari.
    A quanto ammonta il contributo ad ettaro?

    Grazie e cordiali saluti
    Paolo

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 23 febbraio, 2018, 11:04

      Il greening spetta anche a chi possiede meno di 10 ettari e che per questo non ha l’obbligo della diversificazione delle colture. L’importo del greening si ottiene moltiplicando il pagamento di base per 0,5016.

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  2. Ercole
    Ercole 23 febbraio, 2018, 21:20

    Salve, mio padre possiede 6 ettari di terreno, di cui circa 5 adibiti a seminativi. L’importo annuale dei titoli pac si aggira attorno a 600 euro complessivi. Io ho 38 anni, vorrei capire se, facendo il subentro, è possibile poi richiedere aggiornamento degli importi dei titoli pac facendo richiesta di accesso al fondo nazionale. Se si a quanto dovrebbero teoricamente ammontare i nuovi titoli pac?

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  3. Aldo
    Aldo 3 marzo, 2018, 17:08

    Buongiorno dott. Bartolini,
    ho ereditato un terreno di 18 ettari lasciato incolto per molti anni, inizialmente risultava seminativo ,oggi un Caaf mi dice che è considerato pascolo. Come posso riconvertirlo a seminativo ? è una procedura lunga ,costosa e con esito dubbio , o posso sperare di riuscire a rivalorizzarlo ? cosa mi consiglia di fare ?’
    Grazzie anticipatamente per la sua risposta.
    Aldo

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 5 marzo, 2018, 11:10

      Dato che le norme sui prati permanenti e sui pascoli sono molto complesse, non le rimane che rivolgersi nuovamente al Caa per avere notizie sulla procedura per la riconversione.

      Rispondi a questo commento
  4. Maw69
    Maw69 27 marzo, 2018, 12:38

    I terreni boschivi individuati con il codice 880 Uso forestale possono essere inseriti nel Greening? Grazie

    Rispondi a questo commento

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