Roberto Bartolini6 Febbraio 202313min80950

I mais più produttivi per le prossime semine

migliori ibridi mais

Ci lasciamo alle spalle un 2022 in cui il mais ha toccato il fondo come superficie seminata in Italia, 564.000 ettari (la metà rispetto a dieci anni fa), e in termini di rese ci apprestiamo a un 2023 pieno di incognite, a causa della forte siccità. È vero che il prezzo dell’azoto si è dimezzato rispetto allo scorso anno e forse scenderà ancora, ma rimangono forti dubbi sulle disponibilità idriche, dal momento che sino a oggi le precipitazioni non sono state in grado di riportare alla normalità il livello di fiumi e laghi.

Inoltre la nuova Pac non concede nessun tipo di sostegno al mais, che dunque deve reggersi economicamente da solo, con la scelta di ibridi vincenti e con l’applicazione di percorsi agronomici innovativi capaci di razionalizzare i costi.

Puntare su ibridi precoci e medi

Parliamo ora di scelta varietale, che rimane il presupposto numero del successo produttivo. La novità consiste nel fatto che sempre più agricoltori nel 2023 punteranno su ibridi precoci e medio-precoci per cercare di minimizzare i rischi di scarsità idrica e di attacchi parassitari.

Le prove nazionali del Crea di Bergamo costituiscono da anni un punto di riferimento per le scelte degli agricoltori e per questo riportiamo le classifiche delle prove 2022.

Ibridi classi FAO 500, 600 e 700

Partiamo dalla classe FAO 500, che sarà quella più gettonata quest’anno, augurandoci che ci sia semente disponibile per esaudire tutte le richieste. È la classe di maturazione che in un’annata disastrosa come il 2022 ha prodotto di più anche degli ibridi FAO 600 e 700.

Come si vede dalla tabella seguente, la media produttiva degli ibridi in prova è stata di 133,6 ql/ha, con 5 nuovi ibridi tra i quali il P1096 e il KWS Sultano che si posizionano al primo e terzo posto.

Ibridi mais classe 500
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
P1096 Pioneer 139,1
Mas 59.K Mas Seeds 136,5
Kws Sultanio Kws 135,6
Kontigos Kws 134,5
Krups Sis 133,8
Portbou Semillas Fitò 133,6
P0900 Pioneer 132,7
Sy Kursor Syngenta 132,4
LG31.555 Limagrain 132,3
Mas 576.N Sivam 131,9

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Gli ibridi in prova della classe FAO 600 hanno prodotto in media 132 ql/ha con tre novità, tra le quali il P1332 che si è classificato al primo posto.

Ibridi mais classe 600
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
P1332 Pioneer 137,5
Kws Poseido Kws 137,2
Kamisetas Sis 136,4
DKC6308 Dekalb 135,8
Mas 68.K Mas Seeds 134,7
Portofino Kws 134,6
Indem 668 Lidea 134,5
LG31.642 Limagrain 134,1
Kefrancos Kws 133,9
Romulo Sis 133,6

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Gli ibridi tardivi in prova hanno prodotto poco, in media 127,2 ql/ha, e al di là di questi numeri, riteniamo che ormai sia una classe di maturazione che l’Italia deve dimenticare, a causa dei cambiamenti climatici e delle nuove regole Pac.

Ibridi mais classe 700
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
Kws Elektro Kws 134,9
DKC6980 Dekalb 132,3
Sy Clipser Syngenta 129,7
R_700_1 111,7

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Ibridi precoci: classi FAO 400, 300 e 200

Tra gli otto ibridi di classe FAO 400 in prova, ci sono due novità: LG31.455, che ha prodotto 95,5 ql/ha piazzandosi al secondo posto dopo P0729 con 101,6 ql/ha, e Mas 524A, che ha prodotto 87,3 ql/ha.

Ibridi mais classe 400
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
P0729 Pioneer 101,6
LG31.455 Limagrain 95,5
Kws Inteligens Kws 94,8
DKC5092 Dekalb 94,3
Sy Carioca Syngenta 93,3
LG31.558 Sis 90,0
P0362 Pioneer 88,8
Mas 524.A Mas Seeds 87,3

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Nella classe 300, particolarmente indicata per coloro che fanno due raccolti (per esempio uno di mais trinciato seguito da un sorgo foraggero), si segnala la novità KWS Hypolito con una resa di tutto rispetto, seguito da Mas 440.D.

Ibridi mais classe 300
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
Kws Hypolito Kws 96,2
Mas 440.D Mas Seeds 93,3
Sy Arnold Syngenta 91,9
Mas 431.B Sivam 91,6
Kenobis Sis 90,9
DKC4316 Dekalb 89,6
Sy Infinite Syngenta 88,3
LG31.330 Limagrain 85,1
Livorno Semillas Fitò 76,1

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Tra i precocissimi di classe 200 è da segnalare il Sy Impulse con 88,9 ql/ha, un ibrido molto interessante e promettente secondo gli esperti del Crea.

Ibridi mais classe 200
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
Sy Impulse Syngenta 88,9
Kws Fernando Kws 77,0

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Ibridi da trinciato FAO 600 e 700

Nella classe FAO 600 da trinciato si piazza al primo posto Romulo seguito da Mas 714.M, mentre gli altri sono alquanto distanziati.

Ibridi mais da trinciato classe 600
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
Romulo Sis 288,3
Mas 714.M Mas Seeds 285,0
DKC6308 Dekalb 268,4
LG31.677 Limagrain 264,8
Kamisetas Sis 263,6

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

Infine, nella classe FAO 700 da trinciato al primo posto troviamo Mas 765.A, seguito a ruota da KWS Kantico.

Ibridi mais da trinciato classe 700
Ibrido Ditta Resa (q/ha)*
Mas 765.A Mas Seeds 291,9
Kws Kantico Kws 289,8
Kws Olimpion Kws 283,6
Sy Bambus Syngenta 273,4
Tiesto Sivam 273,1
LG31.700 Limagrain 272,0
Mas 78.T Mas Seeds 270,0
DKC7074 Dekalb 269,5
Shaniya Mas Seeds 267,2
Sy Fontero Syngenta 262,8

* al 15,5% di umidità. In grassetto corsivo sono indicati gli ibridi novità 2022.

 

L’Italia non può permettersi di continuare a diminuire la superficie a mais aumentando a dismisura la dipendenza dalle importazioni, che mettono a rischio le nostre eccellenze alimentari di alta qualità. Dunque occorre operare scelte oculate puntando su classi precoci e medio-precoci, nonché su sistemi di irrigazione meno dispendiosi come le manichette e sull’agricoltura di precisione, che permette notevoli risparmi in mezzi tecnici, oltre che permettere di aver accesso ai bandi dei nuovi Psr.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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