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I PSR finanziano informazione e consulenza per gli agricoltori, ma i soldi non vengono usati

I PSR finanziano informazione e consulenza per gli agricoltori, ma i soldi non vengono usati

Il nostro agricoltore, frastornato da un selva burocratica sempre più intricata e inaccessibile, avrebbe bisogno come il pane della consulenza professionale di un agronomo “di fiducia”, esattamente al pari del ““veterinario aziendale” (una figura già attiva e istituzionalizzata per decreto grazie al lavoro di squadra dell’Associazione italiana allevatori, della Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani e dell’Associazione medici veterinari).

La tanto vituperata Pac 2014-2020 ha individuato questa necessità trovando soluzione operativa al problema con le prime due misure presenti in tutti i Psr regionali: la M 01 (“Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione”) e la M 02 (“Servizi di consulenza e assistenza alle aziende agricole”), ma evidentemente sia l’ordine degli agronomi e degli agrotecnici che le strutture di assistenza tecnica di vario ordine e grado, pubbliche e private, non se ne sono accorti o semplicemente non se ne curano. Tant’è che decine di milioni di euro da investire attraverso queste due misure sono ancora lì ad aspettare di essere spesi. Lo si può vedere molto facilmente andando sul sito della Rete rurale e leggendo l’andamento della spesa sino ad oggi relativa alle diverse regioni e suddivisa per misura. E intanto il tempo passa.

Tutti sanno che in agricoltura c’è bisogno di più conoscenza

E dire che le nostre istituzioni conoscono molto bene il problema, dato che, nelle premesse alle due Misure di finanziamento, si legge quanto segue:

La conduzione di un’azienda agricola comporta la necessità di un costante aggiornamento sulle normative e sulle innovazioni che riguardano pratiche colturali, prodotti, metodi e processi produttivi, sostenibilità ambientale.
Nel mondo agricolo si riscontra un ampio gap da colmare sulle competenze di carattere gestionale anche nella messa in campo dell’innovazione
La misura M 01 intende fornire un contributo per aumentare le conoscenze degli imprenditori sui temi inerenti la sostenibilità ambientale, i cambiamenti climatici, la gestione dei processi produttivi aziendali incentivando la partecipazione ad iniziative di carattere formativo ma anche azioni dimostrative pratiche, scambi di esperienze con altri agricoltori e con tecnici, forum tematiche, piattaforme informatiche ecc.

La misura M 01 si articola in tre sottomisure specifiche:

  1. Formazione e acquisizione di competenze
  2. Progetti dimostrativi e azioni di informazione
  3. Scambi aziendali

Ci sono i soldi anche per formare i consulenti

La Misura M 02 (“Servizi di consulenza”) va a completare la precedente focalizzandosi su uno dei grandi problemi che affliggono l’agricoltore moderno, che si trova a operare in un contesto molto complesso sia dal punto di vista degli oneri burocratici, sia per conseguire livelli di competitività e redditività necessari per affrontare concorrenza e mercati. Si legge ancora nel testo dei Psr:

Gli agricoltori non hanno la possibilità di acquisire personalmente tutte le conoscenze e le competenze necessarie quindi è opportuno il ricorso a servizi di consulenza specializzati promossi da organismi selezionati a livello regionale in grado di mettere a disposizione degli agricoltori tecnici qualificati a conoscenza della continua evoluzione normativa e delle innovazioni prodotte dall’attività di ricerca e dalla ditte produttrici.

Chi eroga questa attività, cioè il beneficiario della Misura M 02, può essere un soggetto pubblico o privato selezionato in ambito regionale, che dovrà presentare un progetto specifico collegato alle finalità della misura. La copertura delle spese, all’80% sino a 1500 euro per singola consulenza, riguarda le giornate/ore lavorative presso l’azienda agricola, le spese di viaggio e il materiale necessario all’erogazione dei servizi.

La sottomisura “Formazione dei consulenti” sostiene inoltre la qualità dei servizi erogati alle aziende agricole, dal momento che finanzia la formazione dei consulenti per migliorarne le conoscenze attraverso seminari, visite ed incontri. Il contributo è pari a 200.000 euro per tre anni, viene erogato in conto capitale sulle spese ammesse e i beneficiari sono enti di formazione professionale selezionati in ambito regionale.

Da tutto sorge spontanea la domanda: dato che siamo tutti d’accordo sul fatto che oggi l’agricoltore ha necessità di un supporto professionale sul fronte economico-gestionale e su quello tecnico-agronomico, come mai nessuno avanza una proposta concreta, dal momento che c’è la possibilità di vederla finanziata quasi interamente? È proprio vero allora che continuiamo a lamentarci, ma poi tutto finisce lì.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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