In risaia non è più obbligatorio arare: basta un passaggio di coltivatore con trattore cingolato in gomma

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Fino a ieri in risaia era obbligatorio arare perché cosi si è sempre fatto. Tanti nemmeno si chiedono perché si ara. In realtà si tratta di una pratica molto utilizzata per agevolare molti processi chimico-fisici che altrimenti non avverrebbero in un ambiente asfittico come la risaia.

Quest’anno in alcune aziende risicole del mantovano la ditta di contoterzismo Speziali Antenore ha sostituito la classica aratura con un passaggio di coltivatore Kverneland CTC, abbinato a un trattore dotato di cingolatura in gomma. Il risultato lo si vede nel filmato qui sopra.

Possiamo affermare che questa minima lavorazione ci ha pienamente soddisfatto e, a nostro avviso, può sostituire la tradizionale aratura: la maggior parte del residuo colturale risulta interrato nei primissimi centimetri in superficie, il terreno risulta ben ossigenato, non è stata fatta alcuna suola di lavorazione e per finire, la superficie non presenta pericolose buche.

Il vantaggio? Con l’aratro lavoriamo un ettaro in un’ora e mezzo. Con il CTC lo stesso ettaro lo lavoriamo in soli venti minuti.

Il CTC di Kverneland (dotato in questo caso anche della seminatrice per semi minuti a-drill) abbinato al Quad Tract 550 di CaseIH che consente di limitare al minimo il calpestamento del terreno.

Bruno Agazzani

Agronomo specializzato nell'elaborazione di piani di coltivazione specifici per ogni coltura in base al tipo di areale (terreno, clima, acqua e contributi), con particolare riguardo all'agricoltura di precisione. È direttore della Fondazione Negrini di Sermide-Felonica.


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