La bulatura: traseminare il trifoglio nel grano duro per ridurre diserbi ed emissioni dannose

La bulatura: traseminare il trifoglio nel grano duro per ridurre diserbi ed emissioni dannose

Le numerose virtù delle leguminose sono ben note agli agricoltori, ma alcune di esse lo sono meno. Eppure, proprio le virtù meno conosciute diventano strategiche quando si ragiona di una possibile riduzione dei diserbanti e delle emissioni di gas serra. Per esempio, pochi sanno che le leguminose diventano delle alleate preziosissime se vengono traseminate nel grano a fine inverno o a inizio primavera. Questa pratica, conosciuta come “bulatura“, è stata studiata in chiave moderna relativamente ai suoi favorevoli impatti sul sistema clima-suolo da Horta nell’ambito del progetto europeo Life-Agrestic.

Quando in estate si trebbia il grano, la luce a disposizione della leguminosa aumenta e così riesce a svilupparsi, coprendo completamente il suolo con notevoli vantaggi sul sequestro di gas dannosi e sul miglioramento della fertilità globale del suolo.

L’attività di Horta è arrivata alle seguenti conclusioni:

  • La consociazione frumento duro-medica o trifoglio non influenza negativamente la resa del frumento.
  • La copertura vegetale del terreno con le leguminose ha svolto un’attività di contenimento delle malerbe.
  • La consociazione ha consentito di sequestrare il carbonio in una percentuale molto maggiore rispetto alle singole colture.

Le leguminose più promettenti sono:

  • Medicago sativa, nel caso in cui si voglia portare avanti un inerbimento poliennale.
  • Medicago lupolina, qualora si preferisca sovesciarla anche con minima lavorazione prima della semina della coltura principale.
  • Trifolium repens (ladino), che tuttavia soffre un po’ se l’estate è molto siccitosa.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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