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La campagna grano 2017 sta andando bene. La convenienza va giudicata almeno su 5 anni

La campagna grano 2017 sta andando bene. La convenienza va giudicata almeno su 5 anni

Le rese sono buone quasi ovunque e dove sono basse è altissima la qualità, e i prezzi sono risaliti rispetto al 2016: il tenero di forza e i duri viaggiano attorno a 23,5 euro/ql, ma siamo agli inizi della campagna grano 2017 e si attende un ulteriore consolidamento delle quotazioni. Possiamo però già dire che questi numeri sono incoraggianti e fanno prospettare uno scenario positivo.

È chiaro che l’andamento climatico influisce parecchio, ma continua ad avere un peso determinante anche la “mano dell’agricoltore”.

Nel Sud si registrano rese molto variabili, ma quest’anno in molte aree, coltivando come si deve, si sono raggiunte rese di 50-55 ql/ha di frumento duro, con tenore proteico che mediamente viaggia sul 14% ma che in molti casi arriva al 15-17%. Anche al Nord, chi ha raccolto per tempo evitando le “strinate” della calura che da giugno non molla il nostro paese, è riuscito a fare buone rese con elevati pesi specifici e tenore proteico.

Tutto questo avrà un valore economico nettamente più importante per coloro che hanno siglato contratti di coltivazione, che prevedono premi crescenti e molto allettanti se si raggiungono determinati livelli qualitativi.

Alla luce di questa situazione, sono tre gli insegnamenti da trarre per i prossimi anni:

1) La convenienza della coltivazione o meno del grano tenero e duro va fatta sui conti di almeno cinque anni.
2) Aumentiamo la quota di frumenti sotto contratto, perché mette l’agricoltore nelle condizioni di avere delle garanzie di base e, se le cose vanno bene, di aumentare la redditività.
3) Utilizzare un’annata discreta per investire su nuove attrezzature per lavorazione del terreno, diserbo e difesa capaci di razionalizzare l’uso dei mezzi tecnici e diminuire i costi.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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