L’agricoltore attivo che incassa la Pac senza avere partita Iva

L’agricoltore attivo che incassa la Pac senza avere partita Iva

Torniamo sull’argomento di “agricoltore attivo” sollecitati dalle numerose domande poste dai nostri lettori.

A partire dal 2018 si è agricoltori attivi (un requisito indispensabile per ottenere i pagamenti della Pac) se i pagamenti diretti percepiti nell’anno precedente sono sotto le seguenti soglie: 5000 euro per le aziende montane e/o ubicate in zone svantaggiate; 1250 euro in tutte le altre zone.

Naturalmente permangono validi anche gli altri due requisiti “storici”, e cioè:

  • Iscrizione all’Inps come imprenditore agricolo o coldiretto.
  • Titolare di partita Iva in campo agricolo.

Ma anche senza questi due e con solo il primo, si è considerati “agricoltore attivo“.

Come si calcola l’importo del pagamento

Ammesso che un agricoltore non abbia presentato domanda Pac nell’anno precedente (2018), l’importo relativo al valore dei suoi titoli si ottiene moltiplicando il numero di ettari ammissibili dichiarati nel 2019 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto dell’anno 2017. Il pagamento medio dell’anno 2017 era di 398,98 euro/ha.

Per presentare domanda Pac 2019 di accesso alla riserva nazionale, si deve utilizzare la fattispecie “nuovo agricoltore”.

Chi sono i nuovi agricoltori

La circolare Agea n. 49227 dell’8 giugno 2018 precisa che sono “nuovi agricoltori” coloro che presentano domanda di pagamento di base non oltre due anni dopo l’anno in cui hanno iniziato a esercitare l’attività agricola. Ecco i parametri che si utilizzano:

  • Data di apertura partita Iva ATECO 01.
  • Data di iscrizione all’Inps.

Se mancano questi due requisiti, l’agricoltore può indicare l’anno di presentazione della domanda di accesso alla riserva o l’anno di presentazione di altre dichiarazioni alla pubblica amministrazione.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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