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Le corsie di movimento: una bella invenzione che pochi applicano. Ma con soddisfazione

Le corsie di movimento: una bella invenzione che pochi applicano. Ma con soddisfazione

È il compattamento del suolo il nemico numero uno di coloro che nei prossimi mesi faranno domanda per accedere alle misure agroambientali previste dai nuovi PSR delle regioni italiane. Tra le misure che ricevono più contributi ci sono infatti gli impegni di applicare per cinque anni la minima lavorazione e il sodo al posto delle tradizionali lavorazioni. Ma per fare queste lavorazioni, prendere i contributi e non perdere quintali di prodotto, i terreni vanno rispettati. Questo significa che non vanno calpestati e compattati, perché è la buona struttura fisica del suolo la pietra preziosa dell’agricoltore.

Si tratta di una bella sfida per gli agricoltori che tutti gli anni azzerano gli errori con il rivoltamento della fetta di terra, che fa diminuire il tasso di sostanza organica e allontana lombrichi e altri organismi utili, per non parlare dello spreco di ore di lavoro e di litri di gasolio.

Gommature galleggianti e rimorchi fuori dai campi

Quando il contoterzista entra in campo con la mietitrebbia, bisogna pretendere che abbia montati gli pneumatici galleggianti e i dispositivi trincia-spargipaglia, per distribuire sul terreno i residui colturali in maniera omogenea. Poi occorre che l’agricoltore imponga che i rimorchi che raccolgono la granella rimangano tassativamente ai bordi dei campi e sulle cappezzagne, senza entrare sugli appezzamenti come avviene di solito per comodità del terzista e dell’autista.

Queste sono solo elementari precauzioni che vanno prese comunque, ma sarebbe opportuno che si realizzassero anche le cosiddette corsie di movimentazione con il “traffico controllato”.

Come si fa il “traffico controllato”

Con traffico controllato si intende un sistema che prevede la creazione di linee di transito, cioè delle corsie separate dalla superficie coltivata, che vengono destinate esclusivamente al passaggio delle macchine.

Queste linee di traffico possono essere realizzate solo per un ciclo colturale oppure possono essere mantenute negli anni successivi, e in questo secondo caso può rendersi utile un’azione di decompattazione antiristagni, da realizzare con appositi decompattatori.

Ci vogliono delle seminatrici “intelligenti” e i computer

Al momento della semina, grazie ad apposite valvole elettriche situate sulle seminatrici e gestite da una centralina, si può bloccare la deposizione della semente in quelle file che rappresenteranno le linee di traffico controllato.

L’assenza di zone compattate sulla superficie dove vegeta la coltura permette un aumento di produzione, che compensa la mancata produzione sulla superficie destinata al traffico. Inoltre le corsie di passaggio possono fungere anche da sgrondo superficiale delle acque degli appezzamenti.

Il sistema del traffico controllato si sposa molto bene con le tecniche di precisione e in particolare con i sistemi automatici di guida assistita, che riportano l’operatore esattamente nello stesso punto e gli consentono di percorrere le stesse traiettorie a distanza di mesi. I sistemi di guida assistita, inoltre, portano a un risparmio economico notevole, riducendo le sovrapposizioni tra le passate, le mancate passate o le doppie passate, nonché diminuendo le ore lavorate, i litri di gasolio e i quintali di semente, di concime e di agrofarmaci.

Le seminatrici di nuova generazione, come la Optima HD di Kverneland in questa foto, collegate ai computer consentono di bloccare la deposizione di seme dove si intende creare le corsie di transito per le attrezzature.

Le seminatrici di nuova generazione, come la Optima HD di Kverneland in questa foto, collegate ai computer consentono di bloccare la deposizione di seme dove si intende creare le corsie di transito per le attrezzature.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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