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L’orzo nel 2016 ha raggiunto produzioni record. Non dimentichiamolo per le prossime semine

L’orzo nel 2016 ha raggiunto produzioni record. Non dimentichiamolo per le prossime semine

Sappiamo bene che la caduta di prezzo 2016 dei cereali sta provocando molte perplessità tra gli agricoltori alle prese con le scelte colturali 2016/2017 e alcuni hanno già deciso di voltare le spalle sia ai frumenti sia all’orzo. Ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma ci permettiamo di dire che nel prossimo autunno i piani aziendali non vanno sconvolti e che i cereali vernini debbono occupare lo spazio che meritano nella rotazione e che hanno sempre occupato. Guai ad abbassare gli ettari seminati, perché non faremmo altro che favorire ulteriori importazioni.

Per quanto riguarda l’orzo, nella scorsa campagna questa coltura ha fatto registrare un vero boom produttivo grazie anche all’uso di nuovi materiali genetici e alla buona tecnica colturale. Le prove nazionali di confronto varietale anche quest’anno forniscono indicazioni importanti per le semine, che cerchiamo di riassumere qui di seguito.

Varietà di orzo per il Nord Italia

Sei varietà polistiche hanno evidenziato una produzione media in tutti gli areali superiore a 80 ql/ha: Shangrila, Alimini, Enticel, Amistar, Rafaela, Atlante. L’unica varietà distica a superare gli 80 ql/ha è LG Capricorn.

Varietà di orzo per il Centro Italia

Il record produttivo di 73 ql/ha tocca alle varietà Enticel e Amistar. Hanno prodotto 70 ql/ha: Atomo, Candy, Cometa, Catalina.

Varietà di orzo per il Sud Italia

Produzione media di 57 ql/ha, la più elevata per il Sud nelle prove varietali, per Sirio, Idra, LG Capricorn.

Varietà per orzo da birra

L’orzo da birra vene per lo più coltivato al Centro e al Sud Italia. La varietà di orzo da birra più produttiva è Planet, con una media di 63 ql/ha, seguita da Odyssey, Overture, Tipple, Quench, Grace, Pariglia, Tunica.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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