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Frumento tenero: se si applica bene il sodo, il conto torna anche al netto dell’affitto

Frumento tenero: se si applica bene il sodo, il conto torna anche al netto dell’affitto

Se c’è una zona d’Italia dove gli agricoltori oppongono maggiore resistenza ad abbandonare le lavorazioni tradizionali del terreno per sostituirle con il sodo o la minima lavorazione, quella è proprio l’Emilia. Dove ancora imperversano versoi di notevoli dimensioni trainate da gialli Caterpillar.

Ma anche in questa regione, per fortuna, c’è qualcuno che la pensa diversamente e che dal 2010 sta confrontando, conti alla mano, la redditività del frumento duro coltivato su terreno lavorato e su sodo. Si tratta di Eros Gualandi, coordinatore del settore agromeccanico della Legacoop Agroalimentare, che significa gestione agronomica di centinaia e centinaia di ettari sparsi per la regione. Quindi uno che pesta tanta terra e che se ne intend,e perché per lui valgono solo i numeri che raccoglie con estrema cura.

Quanto rende il frumento dal 2010 a oggi

La redditività del frumento tenero espressa in euro/ha, comprensiva di Pac (valutata in media 250 euro/ha) e al netto dell’affitto (valutato in 600 euro/ha), dal 2010 a oggi è la seguente:

2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
su terreno lavorato 304 574 717 34 -43 -96 -99
su terreno sodo 536 620 912 285 217 141 140

fonte: Terra e Vita n.35/2016

Il costo di coltivazione del grano tenero 2016 è stato di 2101 euro/ha su terreno lavorato e di 1798 euro/ha su terreno a sodo, con un risparmio tutto imputabile alle minori spese agromeccaniche (-300 euro/ha) che hanno ampiamente compensato le minori rese, che sono state come media di 68 ql/ha su sodo e di 72 ql/ha su terreno lavorato.

Costo in discesa dal 2013 a oggi

Il costo di coltivazione del grano tenero nella realtà aziendale considerata è diminuito progressivamente dal 2013 in poi, anche per via di mutate situazioni commerciali e per la diminuzione dei costi dei carburanti (cifre in euro/ha).

2013 2014 2015 2016
costo su lavorato 2139 2154 2143 2101
costo su sodo 1825 1836 1831 1798

fonte: Terra e Vita n.35/2016

Nonostante questo, il bilancio del frumento tenero continua a marcare un segno negativo, anche se i minori investimenti che si prospettano nel prossimo autunno, per via del malcontento imperante nel mondo agricolo, potrebbero portare a un aumento del prezzo 2017/2018 vicino ai fatidici 25 euro/ql, che costituiscono il limite di convenienza medio.

Le prove varietali indicano le varietà più produttive

Cosa seminare nei prossimi mesi? Le prove varietali realizzate in diverse aree d’Italia dal Cra di San Angelo Lodigiano forniscono alcuni consigli utili: sfiorano gli 80 ql/ha in tutti gli areali (Nord, Centro e Sud) il panificabile Marcopolo (di Ragt 2N), il panificabile superiore Rubisko e Diameto (di Ragt 2N); sempre come media in tutti gli areali sopra i 75 ql/ha Adhoc panificabile di Kws-Momont, PR22R58 di Pioneer e Annibale di Syngenta, entrambi panificabili.

Nord Italia

Le varietà più produttive nelle prove sono Adhoc, Diamento, Marcopolo, RGT Altavista, Rubisko.

Centro Italia

Le varietà più produttive nelle prove sono Anapurna, Diamento, Marcopolo, PR22R58, Rubisko.

Sud Italia

Le varietà più produttive nelle prove sono Altamira, Annibale, Bisanzio, Diamento, Marcopolo, PR 22R58, Rubisko.

Come far rimanere il frumento una coltura italiana

Se si vuole che il frumento rimanga una coltura italiana, occorre che già nei prossimi giorni il comparto molitorio mostri una volontà più decisa nel proporre agli agricoltori italiani dei contratti di filiera, convenienti per entrambi. Chi ha stipulato un contratto per la produzione di quest’anno si è trovato meglio degli altri, perché il crollo delle quotazioni è stato in gran parte ammortizzato. Se la produzione di frumento su contratto diventasse un fenomeno generalizzato, la quota di cereali venduta direttamente scenderebbe a valori bassi, stabilizzando il mercato contro l’eccesso di offerta.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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