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Mais: la strategia di concimazione per puntare ad alte produzioni

Mais: la strategia di concimazione per puntare ad alte produzioni

Tra i segreti delle elevate produzioni di granella di mais che molte aziende italiane conseguono anche in annate difficili, c’è l’attenzione che questi imprenditori mettono nel piano di concimazione. Non si produce mais con poco azoto, non c’è nulla da fare; ma questo va anche distribuito nei momenti giusti.

Li ricordiamo per coloro che a volte se lo dimenticano pensando di fare economia.

In pre-semina

Sono consigliati concimi contenenti azoto a cessione graduale con i quali si può risparmiare almeno una delle distribuzioni in copertura. Si rallenta la messa disposizione dell’azoto nelle forme più dilavabili come la nitrica, e si fornisce alla coltura la giusta dose di nutriente in corrispondenza dei ritmi di assorbimento. Se le analisi indicano che occorrono anche fosforo e potassio, è forse consigliabile orientarsi su un concime organo minerale.

Alla semina

In questo momento è bene localizzare un concime fosfatico prontamente disponibile in prossimità della radichetta della plantula per favorire il cosiddetto effetto starter promotore di rapide emergenze. Sono adatti i concimi microgranulati o liquidi da abbinare allo zinco.

Lo zinco, nelle dosi di 200-300 grammi/ha – sottolinea il tecnico Valerio Bucci – evita ingiallimenti e clorosi del mais in presenza di primavere molto piovose e fredde. Attenzione: se manca lo zinco viene ostacolato l’assorbimento del fosforo.

In copertura

L’ultima dose di azoto va messa in copertura in una o due distribuzioni. La prima alle 3 foglie con lo spandiconcime, la seconda dopo circa un mese dalla semina anche in corrispondenza della sarchiatura.

Interessante è la concimazione liquida con distributori a canaletta che localizzano l’azoto lungo la fila entrando in campo dopo la levata, cioè nel periodo di massimo assorbimento da parte del mais.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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