Recovery Fund, qualcuno dica a Conte che l’agricoltura deve essere protagonista

Recovery Fund, qualcuno dica a Conte che l’agricoltura deve essere protagonista

La Commissione europea ha detto chiaro e tondo che i 209 miliardi di euro che spettano all’Italia dal famoso Recovery Fund o Next Generation che dir si voglia, sono dedicati a progetti che riguardano sei settori di intervento strategici:

  1. Digitalizzazione e innovazione
  2. Transizione ecologica
  3. Salute
  4. Infrastrutture funzionali alla sostenibilità
  5. Istruzione e ricerca
  6. Inclusione sociale e territoriale

Ciascuno di questi settori sarà gestito da sei manager, ognuno dei quali disporrà di ben 50 esperti. In tutto fa 306 persone.

Nella task force occorrono anche esperti di agricoltura

C’è dunque ampio spazio per annoverare professionalità di alto profilo ed esperti di agricoltura, perché il premier Giuseppe Conte e il suo governo devono mettersi in testa che l’agricoltura c’entra eccome, con quel piano strategico. Ma è necessario che qualcuno lo dica forte e chiaro al presidente del consiglio e non siamo certi che la voce della ministra Teresa Bellanova sia sufficiente. Non certo per il suo tono di voce, bensì per le sue approssimative conoscenze sulle necessità e sulle priorità dei nostri agricoltori.

Dunque non perdiamo l’ennesima occasione per sostenere il settore agricolo, da sempre triste Cenerentola nei piani dei nostri governi.

Digitalizzazione e innovazione sono la chiave

Tutti concordano che siano le due chiavi strategiche per mettere in moto un nuovo modello produttivo siano la digitalizzazione e l’innovazione, e per fortuna già molti contoterzisti e alcuni agricoltori stanno applicando sistemi di precisione, innovazioni tecnologiche, big data e via dicendo. Ma bisogna fare di più, quindi occorrono ancora incentivi, semplificando però il percorso, oggi a ostacoli, per erogare gli aiuti.

Transizione ecologica

L’agricoltura, per chi se ne intende, è al centro di questo capitolo e sono proprio l’innovazione e la digitalizzazione che consentono di implementare una agricoltura più verde, ma ugualmente redditizia. A partire dalla gestione del suolo, della rotazione delle colture, dell’uso delle cover crops, dell’estensione della foraggicoltura, sino all’uso mirato dei mezzi tecnici e delle risorse, tra le quali l’acqua di irrigazione: la transizione ecologica non può fare a meno di interessare tutti i sistemi agricoli.

Salute

Se si coltiva finalmente in maniera più sostenibile ne guadagna la sanità dei raccolti e di conseguenza la salute dei cittadini-consumatori. Inoltre, se la politica finalmente darà via libera alla scienza, potremmo godere dei frutti della nuove scoperte genetiche che il biotech, ampiamente utilizzato dalla medicina, ha già pronte da alcuni anni.

Infrastrutture

C’è da lavorare sodo per superare una maglia poderale fatta per lo più di piccole aziende, molte delle quali assai arretrate, e per rinnovare le strutture aziendali, i centri di stoccaggio fatiscenti e favorire in tutti i modi il ricambio generazionale.

Istruzione e ricerca

Innovazione, digitalizzazione e transizione ecologica richiedono nuove competenze e nuove figure professionali: gli agronomi-smart che svolgano capillarmente, territorio per territorio, attività di assistenza tecnica e gestionale a favore di contoterzisti ed imprenditori agricoli.

Inclusione sociale e territoriale

È un capitolo chiave, dove occorrono interventi ad ampio spettro che devono concentrarsi soprattutto nelle moltitudine di aree collinari e/o difficili dove l’agricoltura significa anche prezioso presidio territoriale e sociale, oltre che fornitrice di eccellenze agroalimentari.

L’appello finale è a tutti coloro che possono interloquire con il governo: fate in modo che la task force metta anche l’agricoltura al centro del progetto di rilancio del paese.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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