Semina cereali, occhio all’acquisto del seme: deve essere certificato CQ per la garanzia di qualità

Semina cereali, occhio all’acquisto del seme: deve essere certificato CQ per la garanzia di qualità

Non tutti i semi sono uguali e ci se ne accorge quando li si mette in campo. Per cereali vernini, frumenti e orzi, ma anche triticale, avena e segale, è stato istituito ormai da tanti anni il marchio di qualità “CQ” del Convase, Consorzio per la valorizzazione delle sementi, al quale aderiscono come soci la maggior parte delle società sementiere. Se il marchio “CQ” si trova stampato sul sacco della semente che acquistate, vuol dire che avete una serie di garanzie importanti.

Cosa garantisce di preciso il marchio “CQ”? Innanzitutto la certificazione del seme che portate in azienda, cioè la sua qualità in termini di elevata germinazione, purezza e sanità. Inoltre c’è la garanzia della concia industriale, fondamentale per tutelare le piante nelle prime fasi di crescita e di sviluppo. La concia industriale consente una grande efficacia del trattamento grazie a una ottimale distribuzione del prodotto sul seme, cosa ben diversa se invece la concia viene effettuata, come purtroppo troppe volte accade, direttamente dall’agricoltore.

Ecco la lista dei prodotti concianti che si possono trovare indicati sulle confezioni di seme certificato “CQ”:

  • Celest: per la concia di frumento e orzo
  • Kinto: per la concia di frumento, orzo, avena, segale e triticale
  • Redigo: per la concia di frumento e orzo
  • Systiva: per la concia di frumento, orzo, triticale, avena e segale
  • Celest Trio: per la concia di frumento, orzo, triticale, avena e segale
  • Rancona 15 Me: per la concia di frumento e orzo
  • Scenic: per la concia di frumento e orzo
  • Vibrance Gold: per la concia di frumento, orzo, triticale, segale e avena

Dunque, in vista delle prossime semine, occhio al sacchetto!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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