Tritordeum, un nuovo cereale da coltivare in filiera

Tritordeum, un nuovo cereale da coltivare in filiera

Il Tritordeum è un cereale poco conosciuto che nasce circa 40 anni fa, dall’incrocio naturale tra l’orzo selvatico (Hordeum chilense) e il grano duro (Triticum turgidum durum). La particolarità è che non sono stati usati innesti artificiali, bensì si è sfruttato il processo che normalmente avviene in natura.

Il Tritordeum ha la stessa resa del frumento, ma è più resistente alla siccità e al caldo e anche ai patogeni. I produttori di questo cereale sono selezionati e la filiera controllata; questo lo rende adatto alla produzione biologica.

I fenomenali aspetti nutrizionali del Tritordeum

Ma se si guardano gli aspetti nutrizionali del Tritordeum, ci si sorprenderà ancora di più. Tra le caratteristiche peculiari del Tritordeum troviamo infatti che è molto digeribile, addirittura molto più del grano tenero, e ha un ridotto contenuto di glutine.

Ritornando all’importanza delle fibre alimentari, questo cereale ne contiene molte. In più, la presenza di arabinoxilani aiuterebbe a rafforzare il nostro sistema immunitario.

Il Tritordeum è anche ricco di leutina e di fruttani. Il primo è un antiossidante che protegge la salute degli occhi, mentre i secondi facilitano il benessere della flora intestinale.

Sebbene gli studi sul Tritordeum siano ancora in corso, questo cereale pare insomma promettere grande versatilità e benefici per la salute

La filiera di Corte di Rivalta

Corte di Rivalta, il marchio di alta qualità di Tomato Farm Spa del Gruppo Gavio, ha realizzato una filiera controllata per la coltivazione del Tritordeum nella fascia agricola che si estende a sud del Po, fra le provincie di Alessandria e Pavia. Tutta la produzione è controllata dai tecnici agricoli di Tomato Farm e regolata da un ferreo disciplinare di produzione che ne condiziona ogni singola operazione, dalla corretta rotazione con colture miglioratrici quali erba medica, foraggere in generale e pomodoro, alla ridotta quantità di seme, alle fertilizzazioni mirate e finalizzate alla qualità e produttività (somministrazione nel momento di reale utilizzo della pianta senza dispersione di azoto nel terreno), alla verifica in campo sistematica da parte dei tecnici fino alla raccolta controllata e concordata. Il prodotto viene ritirato sotto trebbia da parte di Tomato Farm e stoccato nel proprio deposito in Lungavilla.

Il contratto di coltivazione che fissa il prezzo del Tritordeum

Al momento della semina, Tomato Farm stipula con l’agricoltore un contratto di coltivazione che impegna lo stesso a produrre secondo i dettami del disciplinare che costituisce parte integrante del contratto e vincola Tomato Farm a ritirare l’intera produzione. Il contratto fissa anche il prezzo del cereale per ritiro sotto trebbia senza spese di trasporto e stoccaggio a carico degli agricoltori.

Il prezzo fa riferimento a un parametro di borsa con l’aggiunta di una premialità e fissa anche un prezzo minimo garantito da applicare in caso il parametro di borsa risultasse inferiore allo stesso.

Una farina molto ricercata dai molini

La farina del Tritordeum, sia ottenuta con lavorazione a cilindri che a pietra, sia raffinata che integrale, sia convenzionale che biologica, si presta alla produzione di una vasta gamma di prodotti funzionali e innovativi. La farina e quindi i suoi trasformati si presentano di un bellissimo giallo vivo molto accattivante, profumati e saporiti.

Per gli utilizzatori di granella

La granella di Tritordeum opportunamente “perlata” e precotta si presta molto bene alla preparazione di zuppe e insalate, e può sostituire il riso o l’orzo nella preparazione di minestre o risotti. Può inoltre essere mescolata ad altri cereali o proteiche sempre con la stessa destinazione.

Per i trasformatori industriali

La farina di Tritordeum consente di ottenere pizze surgelate di alta qualità con un sapore e un profumo invitante, oppure trasformati dolci o salati con particolari caratteristiche di sapore, colore (giallo) e di fragranza, il tutto mantenendo inalterata l’alta digeribilità.

Per i produttori di birra artigianale

Gli studi condotti dal Cerb (Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra) hanno dimostrato che il Tritordeum ha un’ottima attitudine alla maltazione, conferendo inoltre un particolare aroma fruttato.

Il Tritordeum è un’opportunità alternativa e interessante

In definitiva, il Tritordeum è un esempio di coltura al di fuori del convenzionale che offre una interessante opportunità per diversificare i piani colturali dell’azienda agricola e collegarsi direttamente con i trasformatori. Altri acquirenti di questo cereale in filiera sono per esempio:

  • IntiniFood di Putignano (Bari)
  • Molino Casillo di Corato (Bari)
  • Molino Rachello di Roncade (Treviso)
  • Molino Calogiuri di Lizzanello (Lecce)
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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