Verdure in miniatura: la nuova moda degli chef è un’opportunità di reddito per gli agricoltori

Verdure in miniatura: la nuova moda degli chef è un’opportunità di reddito per gli agricoltori

Cavolo nero, ravanello, broccolo, basilico, coriandolo, fagiolo, pisello e spinacio: queste verdure, se coltivate in serre con luci a led e raccolte ancora immature quando contengono il massimo di nutrienti, hanno concentrazioni di vitamine 40 volte superiori alla norma. Si tratta delle “verdure in miniatura” o “microgreen“, ultimamente ricercatissime dai più famosi chef e dai consumatori più esigenti, tanto da essere vendute nella grande distribuzione a caro prezzo: dai 30 ai 50 euro/kg.

A San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, l’imprenditrice agricola Maria Cristina Orsini, intervistata su Terra e Vita n. 15/2017, ha fondato Holerilla (dal latino “olera” per “verdure” e “illa” per “piccole”), dove fa germogliare e crescere le giovani piantine edibili molto richieste dalla ristorazione e anche dai singoli consumatori che cominciano ad apprezzare questi sapori sconosciuti dalle elevate proprietà nutrizionali.

Orsini ha ristrutturato un piccolo casolare e realizzato l’ambiente di coltivazione illuminato a led, dove utilizza solo sementi non trattate, terriccio certificato e acqua, senza impiego di concimi e agrofarmaci. Le verdure germogliano nelle camere di crescita alla temperatura di 18-20 °C e con l’80% di umidità, grazie a un impianto di subirrigazione. I germogli maturano, a seconda delle specie, da una settimana a un mese, quindi i cicli colturali sono molto brevi; poi le verdure in miniatura vengono consegnate all’acquirente nel loro contenitore con terriccio. Ma presto, dice Orsini, verrà messo a punto un packaging adeguato.

Le verdurine hanno una “durata” che arriva a due settimane, e anche se l’attività di coltivazione è giovane, le richieste stanno aumentando, costringendo l’imprenditrice ad aumentare i volumi produttivi e a cercare anche un canale distributivo in grado di soddisfare la crescente domanda.

Le due foto presenti in questo articolo sono tratte da Terra e Vita n.15/2017.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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