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Vigneti, i nuovi vincoli sulla trasferibilità per contrastare i ”furbetti del reimpianto”

Vigneti, i nuovi vincoli sulla trasferibilità per contrastare i ”furbetti del reimpianto”

Fatta la legge, trovato l’inganno. Anche la normativa sulle autorizzazioni ai nuovi impianti viticoli negli ultimi due anni è stata vittima dei soliti furbetti, che hanno aggirato il principio di non trasferibilità.

Facciamo un esempio: il viticoltore del nord che aveva intenzione di aumentare la sua superficie prendeva in affitto terreni da un agricoltore al centro-sud interessato alla dismissione della viticoltura. Stipulato il contratto di affitto, il vigneto veniva estirpato, in accordo con il proprietario, e il reimpianto veniva effettuato al nord. L’operazione è corretta ma irrituale, dato che si conclude con la risoluzione anticipata del contratto una volta che l’affittuario del nord ha ottenuto l’autorizzazione al reimpianto nella sua regione.

Il decreto n.935 del 13 febbraio 2018 pone un freno a questo fenomeno con la limitazione della trasferibilità. La nuova norma prevede che l’estirpazione dei vigneti effettuata prima dello scadere dei sei anni dalla data di registrazione dell’atto di conduzione, cioè l’affitto, non dà origine ad autorizzazione di reimpianto in una regione diversa da quella in cui è avvenuto l’estirpo.

Questa regola non vale per gli atti di trasferimento temporaneo registrati prima dell’entrata in vigore del decreto e per i quali è già stata effettuata l’estirpazione dei vigneti. Quindi le operazioni pregresse vengono salvaguardate, ma quelle future no.

Altre novità introdotte dal nuovo decreto prevedono inoltre che:

  • è obbligatorio il mantenimento del vigneto impiantato per almeno 5 anni;
  • l’estirpazione dei vigneti impiantati con autorizzazioni di nuovo impianto prima dello scadere dei cinque anni dalla data di impianto, non dà origine ad autorizzazione di reimpianto.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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