Arrivano i controlli sugli agricoltori che usano semi aziendali

Arrivano i controlli sugli agricoltori che usano semi aziendali

Tutti gli agricoltori che reimpiegano come semente la granella aziendale sono tenuti per legge a corrispondere i diritti del costitutore. Per questo Sicasov, la società cooperativa che ha per missione la gestione dei diritti di proprietà intellettuale dei costitutori di varietà vegetali, ha annunciato che in vista delle prossime semine dei cereali vernini ha attivato sulle aziende agricole controlli da parte della Guardia di finanza e della Repressione rrodi.

Infatti gli agricoltori che usano seme aziendale (fatta eccezione per i piccoli agricoltori che producono annualmente meno di 92 tonnellate di cereali) sono tenuti a prendere contatto con il costitutore o avente diritto per regolarizzare il reimpiego della varietà mediante il pagamento della cosiddetta “equa remunerazione” entro il 30 giugno successivo alla data di semina. Oltre tale limite temporale, l’agricoltore recidivo è da considerarsi per legge “contraffattore” e perseguibile penalmente.

Abbiamo più volte sottolineato come sia incomprensibile l’atteggiamento di ostilità che tantissimi agricoltori manifestano nei confronti delle società sementiere e che li porta ogni anno a evitare l’uso di seme certificato e garantito. Quando invece dovrebbero essere orgogliosi di contribuire, con una spesa davvero modesta, a finanziare quella ricerca genetica realizzata dalle società sementiere, che consente alla nostra agricoltura di progredire in termini di quantità e di qualità. Si tratta di un atteggiamento di retroguardia appartenente a un mondo agricolo che non ha nulla a che fare con quello che i nostri concittadini ci chiedono tutti i giorni con le loro scelte di acquisto.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Tags assigned to this article:
agricoltura

Related Articles

L’orzo nel 2016 ha raggiunto produzioni record. Non dimentichiamolo per le prossime semine

Sappiamo bene che la caduta di prezzo 2016 dei cereali sta provocando molte perplessità tra gli agricoltori alle prese con

Bietola 2017: saccarosio oltre le 10 tonnellate/ettaro e utili di 900 euro per gli agricoltori

I dati 2017 della Coprob, unica realtà saccarifera italiana, parlano chiaro: per la bietola sono 32.300 gli ettari investiti in

La colza, seminata entro settembre, può rendere oltre 650 euro a ettaro

Gli agricoltori italiani non riescono a inserire stabilmente la colza nei loro ordinamenti colturali e questo è un peccato, perché

4 comments

Write a comment
  1. Marpuc
    Marpuc 2 Ottobre, 2021, 01:36

    Proprietà intellettuale delle sementi?
    Credevo fosse di Dio.
    Mi sbagliavo.

    Reply this comment
  2. Carmelo
    Carmelo 3 Ottobre, 2021, 16:02

    Se compro una macchina audi devo andare dove vuole la fabbrica costruttrice? Idem se compro il seme e lo pago, del raccolto sono padrone io non la ditta sementiera

    Reply this comment
  3. Alvaro
    Alvaro 3 Ottobre, 2021, 16:12

    Con questo articolo hai dimostrato palesemente di essere servo delle lobbi e quindi non imparziale e non credibile

    Reply this comment
  4. Davide
    Davide 4 Ottobre, 2021, 21:20

    Tutte le varietà di grano sono soggette a royalty?
    Come si fa a sapere se e quanto pagare?

    Reply this comment

Write a Comment