Roberto Bartolini7 Giugno 20248min139140

Mais, semine e risemine a giugno: è partita la caccia al trinciato

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A memoria di agricoltore non si era mai visto che, ai primi di giugno, la maggior parte del mais del “Corn Belt” italiano (Brescia-Cremona-Lodi-Milano) fosse ancora nei sacchi fermi in magazzino, in attesa di una finestra utile di semina. E nemmeno si era mai visto che nella prima settimana di giugno, con i terreni ancora inzuppati di acqua e con il mais seminato ad aprile in gran parte giallo e sofferente per asfissia, molti agricoltori pensassero seriamente di arare tutto e riseminare, sempre che il tempo lo consenta.

Piantine di mais sofferenti per asfissia radicale in un campo del cremonese fotografato ieri, 6 giugno 2024.

Le previsioni indicano ancora qualche acquazzone qua e là, ma il maltempo dovrebbe offrire una tregua, consentendo finalmente di mettere in moto le seminatrici su ettari ed ettari di terreno libero. Ma il cambio di classe FAO (si punterà a seminare 300-400 giorni, con rese inferiori al solito) e l’impossibilità di fare un secondo raccolto, per esempio di sorgo dopo un mais precoce seminato presto e trinciato, fa presumere che quest’anno mancherà all’appello un bel po’ di trinciato da destinare alla stalla e al biogas.

Quindi è iniziata la corsa ad accaparrarsi superfici seminate a mais, dove è stato possibile farlo in tempo utile, destinato di solito alla produzione di granella e che tuttavia, vista la situazione contingente davvero tragica per gli allevatori, potrebbe convenire destinare alla produzione di trinciato. Nella campagna lombarda in questi giorni c’è un gran fermento, ma sulla base di quale prezzo si imposta la trattativa?

Le trattative in corso

Al momento, nella maggior parte dei casi, ci si accorda sulla base di un prezzo che scaturisce dalla media dei prezzi del trinciato dei tre bollettini del mercato Mantova. Nel 2023 il prezzo medio del trinciato è stato di circa 5 euro/ql, mentre nell’anno della forte siccità arrivò a 7 euro/ql. E quest’anno come andranno le cose? Nessuno è indovino, ma di certo, vista la situazione, il prezzo non scenderà sotto i 5 euro/ql del 2023 e molto probabilmente si avvicinerà ai 6-7 euro/ql.

Per l’agricoltore che produce granella per il mercato, può essere conveniente quest’anno vendere il mais da trinciato, perché con una produzione media di 600 ql/ha, a 5 euro/ql si portano a casa 3000 euro/ha. Inoltre vendere il mais da trinciato significa anche risparmiare qualche centinaio di euro che andrebbero a coprire i costi di raccolta ed essiccazione.

Bombe d’acqua e grandine

I due video qui sopra, che ci sono stati inviati da due agricoltori del mantovano, testimoniano la violenza delle tempeste che si sono abbattute su campi di mais seminati in tempo utile, ma che certamente saranno penalizzati nella produzione finale.

Nel mesi di aprile e maggio continue bombe d’acqua, spesso con grandine, hanno scaricato sui campi centinaia di millimetri di pioggia, inzuppando all’inverosimile i terreni che certamente anche ora non si trovano in condizioni ideali per le semine. Gli agricoltori ci dicono che in alcuni casi, data la presenza di fango sulla superficie del terreno, è stato necessario rivoltare la fetta a 30-35 centimetri di profondità e poi lavorare in superficie per ottenere un letto di semina appena decente.

Lo stato delle colture

Ma chi è riuscito a seminare, in che situazione si trova? I mais sono in generale molto in ritardo come sviluppo rispetto al normale andamento del ciclo vegetativo e non si può dire che si trovino in condizioni ideali, perché le radici sono a contatto con un terreno inzuppato di acqua e manca l’ossigeno. Pertanto, in molti si chiedono cosa succederà nelle prossime settimane e se i mais riusciranno a formare pennacchio e spiga. Inoltre, come si vede dalle foto seguenti, i campi sono molto disformi e in tante zone manca un minimo di investimento.

Le immagini sono state scattate in provincia di Cremona ieri, 6 giugno 2024, e testimoniano lo stato in cui si trovano i mais che gli agricoltori sono riusciti a seminare nelle poche finestre utili, da fine aprile ai primi di maggio, e sui quali si sono riversati centinaia di millimetri di pioggia.

Nel video qui sotto, il contoterzista Paolo Montana illustra la situazione di un campo di mais nei primi giorni di giugno in Lombardia.

Il sorgo può essere un’ottima alternativa

Un’ultima considerazione riguarda la scelta della coltura da seminare nei prossimi giorni. Le previsioni meteo a media scadenza ci dicono che dobbiamo aspettarci un’estate torrida, quindi un’alternativa a mais precoci classe FAO 300-400 potrebbe essere quella del sorgo da granella, da raccogliere per fare trinciato.

sorgo

Come è noto, il sorgo è una coltura più rustica, che sopporta egregiamente anche estati torride e che comporta un costo di coltivazione molto inferiore al mais. Infine, il sorgo può sostituire egregiamente il mais nella razione zootecnica, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte su questo portale (in particolare si rimanda all’articolo “Il sorgo può sostituire il mais nella stalla da latte“).

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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