Agricoltura, la novità 2015: il piano di coltivazione necessario per accedere alla Pac

Agricoltura, la novità 2015: il piano di coltivazione necessario per accedere alla Pac

Se cercate su Google o simili la dicitura “Circolare Agea 2015.141 del 20 marzo 2015” troverete il testo completo e dettagliato di tutto quello che occorre fare per predisporre il vostro piano di coltivazione, una delle tante novità della nuova Pac, che è fondamentale per poter avere accesso a tutti i regimi di sostegno.

Se non si predispone il piano di coltivazione entro i termini previsti, niente Pac.

Tanti punti chiave da dichiarare

Il piano di coltivazione richiede la compilazione di 15 punti chiave che vanno, tanto per citarne alcuni, dall’identificativo catastale all’uso del suolo con indicazione di varietà, coltura principale, epoche di semina, tipo di semina, gestione dell’irrigazione, eccetera.

Ma gli agricoltori si chiederanno, come evidenzia Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, come possono compilare il piano colturale ad aprile-maggio quando le colture potrebbero anche cambiare rispetto alle previsioni.

Il piano può essere aggiornato con alcuni vincoli

Agea stabilisce che il piano di coltivazione può essere soggetto a variazioni e aggiornato, oltre che per gli ordinari avvicendamenti di colture poliennali, annuali e stagionali, ogni vota che ricorra una delle seguenti casistiche:

  1. Impossibilità di seminare o di impiantare la coltura prevista, rinunciando alla semina o al trapianto o sostituendola con altro prodotto.
  2. Semina o trapianto avvenuto in appezzamento diverso da quello indicato.
  3. Incrementi o diminuzioni rilevanti nella stima della produzione.
  4. Variazione di possesso o di superficie dei terreni aziendali.

Ma le variazioni hanno effetto sulle domande per le quali non siano decorsi i termini per la presentazione, cioè il 15 giugno 2015, che è dunque la scadenza ultima per presentare una modifica.

Si tratta insomma dell’ennesima complicazione di questa benedetta Pac!

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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