Agromeccanici, come diventare i protagonisti del cambiamento

Agromeccanici, come diventare i protagonisti del cambiamento

La transizione ecologica che sta investendo tutto il mondo produttivo riguarda molto da vicino anche le nostre campagne, dal momento che agricoltori e agromeccanici lavorano a cielo aperto. Suolo, acqua e aria sono i compagni del nostro lavoro quotidiano, quindi è evidente che agricoltori e agromeccanici debbano contribuire concretamente a salvaguardare i tre beni più preziosi che abbiamo sulla terra, ma allo stesso tempo provvedere a produrre cibo in abbondanza e di alta qualità.

Investire in tecnologia e formazione

Tutto questo è possibile se si cambia passo, abbandonando sistemi tradizionali di gestione aziendale (non solo agronomica ma anche economica e commerciale) per imboccare la strada del cambiamento che è tracciata ed è già percorsa da tantissime aziende agricole di successo. In Italia, la dimensione media delle aziende rende impossibile a una buona parte degli agricoltori affrontare gli investimenti richiesti dalla transizione ecologica, pertanto sono gli agromeccanici che devono scendere in campo, offrendo un nuovo servizio a 360 gradi che non si deve limitare alle sole operazioni colturali. Quindi occorrono certamente nuove attrezzature e tecnologie digitali, ma anche tanta formazione e informazione.

Diventare consulenti affidabili e preparati

Il cliente dell’agromeccanico ha bisogno di essere affiancato da un vero e proprio consulente, per fare le scelte giuste dal punto di vista agronomico ma anche gestionale. Questi, in particolare, sono i servizi che deve offrire l’azienda agromeccanica moderna:

  • Lavorazioni del terreno idonee allo scopo di far percepire al cliente maggiori redditi e i contributi dei Psr.
  • Utilizzo delle cover crops.
  • Interramento dei reflui con mezzi innovativi per sostituire l’acquisto di concimi di sintesi.
  • Distribuzione di concimi, sementi e diserbi a rateo variabile e localizzati: nulla deve essere sprecato e il variare delle condizioni deve essere un punto di forza.
  • Interventi in campo tempestivi.
  • Promuovere le filiere di prodotti (alimentare, sementiero…).
  • Garantire la tracciabilità totale del percorso produttivo.

Oltre a tali servizi, è ovvio che non deve mancare un supporto da parte dell’agromeccanico anche per l’elaborazione dei piani colturali e la gestione del quaderno di campagna. Mettendo in campo tutto questo la fidelizzazione del cliente sarà assicurata, ma aumenterà ogni anno anche il numero di agricoltori che si rivolgerà all’agromeccanico innovativo.

L’innovazione fa davvero diminuire i fatturati?

L’allargamento della clientela è un’opportunità perché non c’è dubbio che l’applicazione, per esempio, di minime lavorazioni e agricoltura di precisione al posto delle lavorazioni tradizionali significa che su un ettaro di grano si impiega un’ora anziché tre ore di lavoro e si consumano 33 litri di gasolio anziché 95 litri.

L’applicazione della minima lavorazione comporta un taglio molti significativo delle ore lavoro e del consumo di gasolio.

Qualcuno potrebbe obiettare che con le innovazioni il fatturato dell’agromeccanico diminuisce, ma va considerato che si abbassano i costi con un aumento del reddito netto finale, grazie anche a un accresciuto potere contrattuale verso clienti che alla fine non possono più fare a meno dell’agromeccanico-consulente.

Il caso di Meracinque, il riso “virtuoso” per chef stellati

Tra i tanti esempi “virtuosi” desidero portare l’esempio dell’azienda agricola Meracinque gestita dalle cinque sorelle Tovo, che producono su 70 ettari un riso di altissima qualità destinato alle cucine di chef famosi. I punti di forza di questa eccellenza produttiva, impossibile da produrre in campo senza l’innovazione tecnologica, sono i seguenti:

  • Conoscenza del suolo con mappatura
  • Supporto agronomico
  • Minima lavorazione
  • Cover crops ogni anno in rotazione
  • Assenza di concimi di sintesi grazie allo sfruttamento dell’azoto contenuto nei liquami con le moderne tecnologie
  • Distribuzione delle sementi e dei concimi in base alle mappe del suolo
  • Essiccazione certificata delle materie prime con gas naturale
  • Certificazione di ogni singola fase produttiva attraverso la digitalizzazione e la catalogazione dei big data
  • Massima sostenibilità a garanzia del marchio

Alla base di tutto il percorso agronomico innovativo c’è la conoscenza approfondita della variabilità del suolo attraverso mappatura con slitta, effettuata da Agrisoing:

  • Moto quad 4×4
  • Sistema satellitare GPS Trimble con display retroilluminato per guida parallela
  • Elettromagnetometro di ultima generazione che opera su tre livelli di profondità: 0-50 cm, 0-100 cm, 0-180 cm
  • Distanza tra i passaggi paralleli compresa tra 5 – 16 mt

Da lì parte tutto il nuovo percorso tracciato dalla terra alla tavola.

Dall’analisi del complesso di dati analitici che derivano da mappatura e dalla successiva analisi chimica del suolo è possibile stabilire il percorso produttivo con l’applicazione delle dosi variabili di seme e concime, seguendo la variabilità del suolo e le necessità della coltura senza sprechi di mezzo tecnico.

Come si vede dall’immagine, a sinistra la mappa mostra come varia il suolo dell’appezzamento da seminare e a destra la mappa di prescrizione indica diverse dosi di seme (da 170 a 260 kg/ha) da applicare grazie al rateo variabile della seminatrice.

Il contoterzista “smart”

Concludiamo con un’immagine che sintetizza il ciclo virtuoso di lavoro in campo che deve applicare nelle aziende dei suoi clienti il contoterzista “smart”, che è poi colui che si garantisce un futuro, perché garantisce un reddito sostenibile ai suoi clienti.

Bruno Agazzani

Bruno Agazzani

Agronomo della ditta Speziali Antenore di Roncoferraro (Mantova), specializzato nell'elaborazione di piani di coltivazione specifici per ogni coltura in base al tipo di areale (terreno, clima, acqua e contributi), con particolare riguardo all'agricoltura di precisione.


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