Diserbo e micotossine: come comportarsi passando dall’aratura alla minima lavorazione

Tanti agricoltori, perplessi nell’abbandonare l’aratura per rivolgersi alle minime lavorazioni, pongono soprattutto due problemi:

  1. Le infestanti aumentano senza l’interramento dei semi?
  2. I residui colturali rimasti in superficie possono aumentare il pericolo di contaminazioni da micotossine?

Sebastiano Bongiovanni di Agrievo a Casalmaggiore (Cremona) porta le sua esperienza pratica e offre qualche prezioso consiglio, dopo che da tanti anni ha mandato l’aratro in pensione. Clicca sull’anteprima qui sopra per far partire il video.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



Articoli correlati

Per evitare l’eccessivo compattamento del suolo è meglio la mietitrebbia con cingoli in gomma

La diffusione, finalmente in forte aumento, delle minime lavorazioni e della semina su sodo impone ai nostri agricoltori di preferire

Il sodo migliora il terreno: i numeri

Tre anni di prove della Facoltà di agraria dell’università di Piacenza (Vincenzo Tabaglio e collaboratori) confermano che rispetto alla tradizionale

Lavorazione del terreno e semina con un solo passaggio, direttamente sui residui colturali

«Applicare la minima lavorazione del terreno è indispensabile per un’azienda agricola che vuole rimanere competitiva e non perdere reddito. Da

Nessun commento

Scrivi un commento
Nessun commento Puoi essere il primo a commentare questo articolo!

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori.*