Ecoschema 5 su piante mellifere: le specie ammesse all’aiuto Pac

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Gli eco-schemi sono una delle novità della Pac 2023 e tra questi l’eco-schema 5, intitolato “Misure specifiche per gli impollinatori”, prevede un sostegno di 500 euro/ha per coloro che seminano specie mellifere. Abbiamo già dato notizia di questo sostegno in un precedente articolo, e ora lo analizziamo più nel dettaglio.

L’eco-schema 5 in sintesi

  • Ammissibilità: le superfici a seminativo e quelle occupate da colture arboree permanenti.
  • Pagamento: premio medio annuale indifferenziato di tipo flat aggiuntivo (“top up”) al sostegno di base al reddito di:
    • 500 euro/ettaro per i seminativi;
    • 250 euro/ettaro per le colture arboree.
  • Ulteriore aumento del 20% del pagamento per impegni in Natura 2000 e ZVN (che diventano quindi rispettivamente 600 e 300 euro/ettaro).
  • Controllo: SIPA-LPIS e monitoraggio con dati Sentinel.
  • Plafond: 43,4 milioni di euro (5% del budget totale Pac), di cui 33,4 milioni per i seminativi.
  • Non è ammessa la cumulabilità con l’eco-schema 2.

Per poter beneficiare dell’eco-schema 2 è d’obbligo seminare almeno 0,25 ettari contigui e non sfalciare sino al completamento della fioritura. Inoltre, è vietato l’uso di agrofarmaci e occorre rispettare ulteriori condizioni per i seminativi di seguito specificate.

  1. Nei seminativi, mantenimento nell’anno di impegno di una copertura dedicata con piante di interesse apistico (nettarifere e pollinifere), spontanee o seminate, su una superficie minima di almeno 0,25 ettari contigui, con una larghezza minima di 20 metri e una distanza da 3 a 5 metri da colture limitrofe (fascia di rispetto) non soggette a limitazione nell’uso di prodotti fitosanitari. Il mantenimento viene assicurato tramite la possibilità di effettuare la semina delle suddette piante.
  2. Non eseguire operazioni di asportazione, sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dal 1°marzo al 15 ottobre).
  3. Fino al completamento della fioritura, non utilizzare i diserbanti chimici e gli altri prodotti fitosanitari sulla superficie oggetto di impegno ed eseguire il controllo esclusivamente meccanico o manuale di piante infestanti non di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno.

Dopo il completamento della fioritura, sulla superficie oggetto di impegno è possibile effettuare la semina di una coltura principale.

Le specie ammesse

A un primo elenco con poche specie pubblicato alcune settimane fa, se ne sono aggiunte molte altre che vengono ammesse al premio dal 2023. Scarica gli elenchi definitivi predisposti dal Ministero dell’agricoltura >

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


30 commenti

  • Michele

    12 Dicembre 2022 at 2:21 pm

    Buongiorno, è consentito il pascolamento prima della fioritura? Grazie

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    • Micaela

      14 Dicembre 2022 at 11:08 pm

      Se c’è la pascolatuta prima della fioritura dove sta l’aiuto per le api se la fioritura non c’è più e loro non possono bottinare ? Questo aiuto pac e per aiutare l’apicoltura e non la zootecnia che ha già altri aiuti pac specifici per il settore se non mi sbaglio

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      • Michele

        16 Dicembre 2022 at 7:27 pm

        Quindi dove si pascola non fiorisce mai nulla? Basta metterlo a riposo anche solo un mese prima e fiorisce più che bene! Almeno per colture adatte al pascolo. Grazie comunque.

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  • Luca Prada

    12 Dicembre 2022 at 2:31 pm

    Buongiorno,
    Sarebbe possibile avere uno schemino con suddivisione tra quelle da seminare in primavera, quelle che possano andare in successione ad un cereale autunno-vernino oppure quelle seminabili in tarda estate-inizio autunno, suddivise tra annuali e perenni. Aiuterebbe molto nella scelta e nell’inserimento all’interno della rotazione.
    Grazie
    (Ovviamente se è un servizio che deve essere pagato non sono frenato, anzi)

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    • Peppino Fulghesu

      17 Dicembre 2022 at 7:03 am

      Buon giorno vorrei sapere per le zone disagiate su 650 metri dal mare con macchia mediterranea

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  • Giuseppe

    12 Dicembre 2022 at 5:35 pm

    Si può pascolare sulle superfici destinate a millifere?

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  • Bernardo

    13 Dicembre 2022 at 5:29 am

    Abito in Sicilia, e chi conosce questo territorio sa bene che tutte le erbe concludono il loro ciclo già fine giugno,il paesaggio diventa giallo.
    Il periodo dei fiori è la primavera.
    Perché il vincolo per le mellifere deve durare fino ad ottobre compromettendo la coltura dell’anno successivo?
    La coltivazione del suolo dovrebbe essere quasi conclusa ad inizio ottobre.

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    • Andrea Marchetto

      16 Dicembre 2022 at 9:43 am

      perchè questa misura è stata scritta da burocrati, non da agronomi. È buttata lì, senza molte specifiche tecniche che sarebbero necessarie, per esempio dice che le colture possono essere spontanee o seminate: capisci che calata nella realtà questa cosa non ha alcun senso.

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    • Mauro

      21 Dicembre 2022 at 10:56 am

      Ma dov’è scritto che bisogna mantenere la pianta erbacea ad interesse apistico, sul campo fino ad ottobre??

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      • Claudio

        5 Gennaio 2023 at 3:20 pm

        E’ scritto sull’eco schema n. 5: Non eseguire operazioni di asportazione, sfalcio, trinciatura o sfibratura delle piante di interesse apistico sulla superficie oggetto di impegno, per tutto il periodo dalla germinazione al completamento della fioritura (dal 1°marzo al 15 ottobre).

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        • Giorgio

          31 Gennaio 2023 at 12:19 am

          Se metti un trifoglio alessandrino, a ottobre hai già i semi. Altro che fioritura!

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  • Andrea Antonio

    13 Dicembre 2022 at 6:51 am

    Molto interessante.

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  • Luca Verbelli

    13 Dicembre 2022 at 7:53 am

    Buongiorno, volevo un informazione riguardo l’ecoschema5 soprattutto sulla parte arboree, io ho circa 8,5 ettari di frutteto di cui:
    Mele 1 ettaro
    Noci 3 ettari
    Castagno 4,5
    Su questi terreni prenderei qualcosa con l’ecoschema5?

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    • Micaela

      14 Dicembre 2022 at 11:03 pm

      Se fai i tratamenti sopratutto quelli insetticidi non è possibile penso, altrimenti fai più male alle api che aiutarle. Infatti quando si fanno i trattamenti fitosanitari non si fa quando in fiore e se nel frutteto/olivetto c’è inerbimento il prato devev essere trinciato prima,nel modo che le api non vanno a botitnare

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    • Claudio

      5 Gennaio 2023 at 3:24 pm

      Si, puoi adottare l’eco schema 5 ma perdi il 2, inoltre sei sicuro che ti convenga mantenere le erbe spontanee o seminate senza fare mai una trinciatura dal 1 marzo a 15 ottobre nei tuoi frutteti? Dove coltivo io avrei enormi problemi.

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      • Giorgio

        31 Gennaio 2023 at 12:22 am

        Non c’è scritto che non puoi trinciare fino a ottobre. C’è scritto di rispettare il ciclo germinazione-fioritura tra marzo e ottobre. Se semini essenze con fioritura primaverile, trinci anche a giugno volendo

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  • Gai m.rosa

    13 Dicembre 2022 at 9:41 am

    Certamente un punto fermo a cui guardare!!!!!

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  • Francesco

    13 Dicembre 2022 at 12:54 pm

    L epoca della semina si può sapere

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  • gionni

    13 Dicembre 2022 at 5:13 pm

    Sarà compatibile eco5 e bio, intendo la somma dei premi

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  • Guido Cortese

    14 Dicembre 2022 at 8:30 am

    Caro Roberto. Mi hanno passato questo articolo, da tre anni seguo l’evoluzione dell’Ecoschema, da quando era un’ideale fintanto che è -fortunatamente- uno strumento attivo.
    Devo ringraziare Beelife, la ONG di Bruxelles di cui fa parte il WWF e Slow Food (di cui faccio parte come attivo, e come Presidente di una Comunità e APS ETS chiamata Impollinatori Metropolitani) per aver immaginato e lavorato così tanto per questo risultato.
    Tuttavia non sono sereno, considerando la deriva commerciale delle lobbies sementiere, giacchè so per certo che la lista delle specie botaniche proposte al Ministero non è stata certamente questa, dal momento che ‘a caldo’ leggo Facelia (alloctona, specie aliena) e Borrago (specie tossica per gli impollinatori).
    Capendo che oramai il mercato del ‘seminiamo’ per le api, salviamo le api, adottiamo le api è stato strumentalizzato per profitto da alcune imprese ben note e famose, e che non è così che si salvano le api, e ricordando che i primi a parlare di seminare ‘bene’ per nutrire l’ambiente siamo stati noi (non come Impollinatori Metropolitani, anche se abbiamo un progetto concreto per questo e si chiama Progetto Fioraia, ma come Rete Nazionale Apicoltori Urbani) definendo nel Convegno di Bolzano 2017 questo principio di nutrire prima ancora che di allevare.
    Ora si tratta di capire se la salute degli insetti pronubi ci sta realmente a cuore, oppure se anche questa soluzione non sia un’ennesimo strumento di business e che come tutte le buone armi tecnologiche o scientifiche non si trasformi in un boomerang ambientale. Nutrire le api con specie tossiche è un paradosso, ma la lista delle specie evidenzia una deriva scientifica, culturale, commerciale che riflette drammaticamente tante altre derive in tanti altri scenari, non solo quello delle api e degli insetti impollinatori. Per questo non mi sento affatto sereno, nonostante fiducioso. Se questo è l’inizio di una nuova PAC.

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    • Vincenzo

      8 Gennaio 2023 at 10:24 am

      Da secoli si semina la “sulla vestita” a ottobre e si sfalcia più volte da aprile per consentire (anche) più fioriture per un bienno… Come trova applicazione questa misura per le aziende che davvero aiutano le api e migliaia di altre specie di insetti e animali e piante?

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  • Gabriele

    14 Dicembre 2022 at 9:15 am

    Grazie per gli aggiornamenti

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  • Massimo

    14 Dicembre 2022 at 7:34 pm

    Quale quantità è richiesta per ettaro? C’è una tabella o un parametro per varietà? Grazie

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  • Sergio

    18 Dicembre 2022 at 7:42 pm

    L’asfodelo rientra in questo sistema di aiuto? Grazie per la risposta.

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  • Giuseppe

    30 Dicembre 2022 at 1:44 pm

    Vorrei rivolgermi agli autori di questo articolo, ma da dove esce fuori quest’elenco DEFINITIVO, se poi il 23 dicembre ne è uscito un altro totalmente diverso? Siamo su Scherzi a parte?

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  • Francesco

    1 Gennaio 2023 at 5:32 pm

    Nell’ elenco delle specie ammesse leggo il nome del RAFANO.
    Ma esso è associato al nome scientifico Armoracia Rusticana, che è considerata una pianta di durata pluriennale. E questa è una caratteristica negativa che ne impedisce l’ uso, perchè la coltura nettarifera è soprattutto una coltura di copertura e deve essere annuale.
    Invece andrebbe proposto il Raphanus spp, che è un rafano annuale!
    Grazie per l’ attenzione, Francesco da Schio

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  • Carmelo

    4 Gennaio 2023 at 10:54 am

    Scusate ma il bando è già uscito?

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  • Vincenzo

    8 Gennaio 2023 at 10:12 am

    Salve, sono un produttore biologico. Siccome pratico rotazione con favino (specie amessa nell’ecoschema 5), siccome la finalità di questa misura è consentire agli insetti di usufruire di almeno una fioritura, chiedo: seminando il favino a febbraio/marzo entro maggio fiorirebbe, a giugno seccherebbe dunque potrei sfalciarlo? Subito dopo, con minima lavorazione del suolo, per consentire la germinazione del favino secco caduto a terra e dunque almeno una seconda fioritura entro ottobre? In tal caso (permanenza del favino senza uso agrofarmaci per 8/9 mesi, consentendo 2 fioriture) avrei i requisiti per ottenere il premio di questo ecoschema?

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  • carla

    24 Gennaio 2023 at 12:42 pm

    Salve,sono una coltivatrice bio anche io non credo si possa seminare favino in purezza.

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  • Stefano

    25 Gennaio 2023 at 11:40 am

    Buon giorno e’ ammessa la semina tra le file di un oliveto?

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