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Foletti: cinque anni di successi con la subirrigazione su mais e soia

Foletti: cinque anni di successi con la subirrigazione su mais e soia

Angelo Foletti (nella foto) è un risicoltore della provincia di Pavia che nei suoi ottanta ettari ha sempre seminato anche soia e mais e da cinque anni ha imboccato una strada agronomica nuova, che ha le sue fondamenta nella minima lavorazione del terreno e nell’impiego dell’ala gocciolante, sia stesa in superficie sia interrata in subirrigazione.

Il sistema a scorrimento fa parte della storia

«Su questi terreni sabbiosi – dice Foletti – anche per via del cambiamento del clima, il tradizionale sistema a scorrimento con turni di 15 giorni non riesce più a soddisfare le esigenze delle colture, che ogni anno più o meno finiscono sempre per subire stress che si ripercuotono negativamente sulla produzione e sulla qualità. Ecco allora che se si vuole continuare a fare questo mestiere occorre voltare pagina e adottare le nuove tecnologie che le industrie ci mettono a disposizione, anche se questo cambio di rotta è molto impegnativo perché dobbiamo cambiare le nostre abitudini».

L’abbinamento vincente con le minime lavorazioni

Oltre all’ala gocciolante stesa in superficie, da cinque anni è in funzione un impianto di subirrigazione che serve 14 ettari, investiti metà a mais e metà a soia. Spiega Foletti: «Le ali gocciolanti sono state posate a una profondità di 35 cm e tutto l’impianto serve otto settori che possono essere gestiti in modo differente a seconda dello stato delle colture e dei loro fabbisogni. Dalla linea principale, che lavora alla pressione di 3 bar, si dipartono le linee secondarie azionate dalle valvole. Nella stazione centrale, che è stata installata in corrispondenza del pozzo di attingimento, ci sono i filtri e il contenitore dei concimi liquidi per la fertirrigazione. L’impianto viene gestito in automatico, addirittura con il combinatore telefonico a distanza, e garantisce una distribuzione pressoché continua dell’acqua. È chiaro che l’adozione di questo sistema va abbinato alle tecniche di lavorazione superficiali del terreno che noi adottiamo da molti anni».

Anche la soia, oltre al mais, dimostra di beneficiare della subirrigazione.

Anche la soia, oltre al mais, dimostra di beneficiare della subirrigazione.

Ha notato benefici rispetto a quando arava?

«Oltre a un risparmio di oltre 350 euro/ha, indubbiamente, grazie alle minime lavorazioni, è aumentata la fertilità dei terreni con un significativo incremento del tasso di sostanza organica. Il nuovo sistema di gestione del suolo ha comportato tuttavia un aumento delle infestanti e quindi abbiamo dovuto modificare la nostra strategia, adottando la falsa semina seguita dall’intervento con roundup, e due interventi successivi, uno in pre e uno in post emergenza. Il bilancio finale è comunque molto positivo e l’aratro rimarrà un ricordo».

Quali incrementi produttivi ha riscontrato con l’adozione dell’irrigazione a goccia?

«Le nostre produzioni sono sempre state mediamente elevate: oltre 150 q/ha di granella secca di mais e 45 q/ha di soia. A seconda delle annate possiamo dire che grazie alle ali gocciolanti l’aumento di produzione rispetto al sistema a scorrimento varia dal 10 al 15% e tengo a sottolineare che, per quanto riguarda il mais, la granella risulta molto più sana quindi esente da micotossine».

Lei adotta ancora l’ala gocciolante superficiale. Non pensa di convertire tutto in subirrigazione?

«Oltre ai terreni di mia proprietà seguo dal punto di vista della conduzione tecnica altri terreni, sui quali per il momento abbiamo adottato l’ala gocciolante superficiale che assicura i medesimi vantaggi produttivi anche se, rispetto alla subirrigazione, comporta parecchio lavoro in più con la stesura e il ritiro ogni anno delle ali gocciolanti. Penso che piano piano la subirrigazione si estenderà anche su questi terreni, tenendo comunque presente che l’investimento iniziale è abbastanza elevato, anche se grazie ai nuovi PSR si possono ottenere aiuti significativi. Tengo a dire un’ultima cosa: la subirrigazione deve essere interpretata dall’agricoltore come un vero e proprio investimento a medio-lungo periodo e solo con questa visione si possono capire in pieno tutti i vantaggi che il sistema porta alla gestione economica dell’azienda».

La centrale di pompaggio e di filtrazione delle acque immesse nelle manichette interrate.

La centrale di pompaggio e di filtrazione delle acque immesse nelle manichette interrate.

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Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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2 commenti

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  1. luca
    luca 29 settembre, 2015, 11:55

    Buongiorno Dott.Bartolini, è possibile capire il costo ad ettaro di un impianto di subirrigazione posto a 40 cm sotto il terreno? cordiali saluti

    Rispondi a questo commento
    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 5 ottobre, 2015, 10:13

      Buongiorno, il costo può variare dai 2.500 ai 4.000 €/ha in funzione della coltura, del suolo, della fonte acqua, della superficie interessata, se l’impianto è gestito manualmente o in automatico. Si consiglia di rivolgersi a Netafim per progettazione e valutazione costi più approfondita – http://www.netafim.it/
      Grazie per averci scritto!

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