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Frumento tenero, i consigli varietali per le prossime semine. Con una novità: gli ibridi

Frumento tenero, i consigli varietali per le prossime semine. Con una novità: gli ibridi

Come ogni anno il Crea, unità di ricerca per la selezione dei cereali, pubblica i risultati delle prove di confronto varietale sui frumenti teneri che costituiscono una guida per gli agricoltori in vista delle prossime semine. Le varietà testate sono numerose, perciò qui riportiamo solo le indicazioni di quelle che si sono comportate bene in termini di rese e di stabilità produttiva, in ogni areale (nord, centro e sud).

Nella classe dei frumenti panificabili (FP): ALTAMIRA (Limagrain Italia), PR22R58 (Pioneer), SOLEHIO (Momont-Hennet), BASMATI (Momont-Hernnet), CALISOL (Momont-Hennet), DIAMENTO (Ragt 2N), TOSKANI (Momont-Hennet). Per il centro-sud in particolare si distinguono ANAPURNA (Limagrain) e ANNIBALE (Syngenta).

Nella classe dei frumenti di forza (FF): BOLOGNA (Sis), AMBROGIO (Syngenta Seeds) con particolare riferimento al sud Italia.

Nella classe dei frumenti panificabili superiori (FPS): BLASCO (Conase), SY MOISSON (Syngenta Sedds), TINTORETTO (Sis) e STARPAN (Florimont Desprez).

Nella classe dei frumenti da biscotti (FB): ARTDECO (Limagrain), ETHIC (Lemaire).

La novità: i frumenti ibridi

Una nuova opportunità per l’agricoltore che ha voglia di sperimentare e guardare avanti è costituita dai frumenti ibridi, di recente introduzione in Italia ma che hanno già fatto capire che hanno una marcia in più rispetto alle varietà tradizionali anche più recenti. E questo è dovuto all’ibridazione, cioè all’incrocio di una linea femminile con una maschile, che come avviene per il mais ibrido porta a ottenere dei frumenti che nulla hanno a che vedere con gli altri.

Oggi sul mercato italiano ci sono sei varietà di frumenti ibridi commercializzate in Italia da RV Venturoli di Pianoro (Bologna):

  • HYXO: Frumento panificabile superiore
  • HYSTAR: Frumento panificabile biscottiero
  • HYFI: Frumento per granella e insilato
  • HYBIZA: Frumento per granella e insilato
  • HYSPEED: Frumento per granella
  • HYMAC: Frumento esclusivamente per biomassa

Le caratteristiche principali di questi frumenti ibridi rispetto alle varietà sono:

  1. Sensibile miglioramento della produttività (dal 10 al 30% e oltre) rispetto alle varietà tradizionali.
  2. Apparato radicale più sviluppato.
  3. Spiccata tolleranza a fitopatie, freddo, ristagni di acqua, siccità, allettamento.
  4. Qualità tecnologica della granella più omogenea e regolare in ogni ambiente.
  5. Ridotto rischio di micotossine
  6. Non sono ogm

Quando si seminano i frumenti ibridi? HYXO da metà ottobre a non oltre i primi di dicembre, mentre gli altri cinque da metà ottobre a non oltre la seconda metà di novembre.

Il costo del seme rispetto alle varietà tradizionali è superiore, ma le rese lo ripagano tranquillamente.

Le confezioni contengono 500 mila semi e la dose consigliata è di 3 dosi a ettaro, pari a 150 semi/mq e cioè 60-75 kg/ha. Le dosi indicate si possono diminuire del 10-15% in condizioni pedoclimatiche ottimali e aumentare sino al 30% nel caso di semina su sodo e di produzione di insilato.

Ma quanto costa produrre frumento tenero?

Sui costi di produzione un’indagine dell’Università di Perugia mostra dati interessanti, comparando la redditività del frumento tenero con altre colture da inserire nel piano aziendale.

Al nord 1 ettaro di frumento tenero costa 1100 euro, contro i 2115 euro del mais e i 1220 euro della soia. Al centro 1 ettaro di frumento tenero costa 1050 euro contro 850 euro del sorgo, 1120 euro del grano duro, 815 euro del girasole.

Considerando i ricavi dalla vendita del prodotto calcolati dalla media dei prezzi degli ultimi tre anni, per attenuare la volatilità dei mercati si ottengono le seguenti redditività lorde:

Nord

  • Mais irriguo: 594 euro/ha
  • Soia irrigua: 476 euro/ha
  • Grano tenero: 412 euro/ha

Centro-Sud

  • Grano tenero: 216 euro/ha
  • Sorgo in asciutta: 286 euro/ha
  • Grano duro: 353 euro/ha
  • Girasole: 141 euro/ha

Non c’è dubbio che il fattore determinante la convenienza di una coltura sull’altra, oltre alla produzione per ettaro, rimane il prezzo di mercato che nessuno ormai può più indovinare.

Con i conti appena fatti l’indagine indica anche quello che può essere il prezzo di mercato dei diversi prodotti che consente di ottenere un pareggio tra costi e ricavi.

Nord

  • Prezzo mais: 15 euro/ql
  • Prezzo soia: 31 euro/ql
  • Prezzo grano tenero: 16 euro/ql

Centro-Sud

  • Prezzo grano tenero: 18 euro/ql
  • Prezzo sorgo: 15 euro/ql
  • Prezzo grano duro: 22 euro/ql
  • Prezzo girasole: 29 euro/ql

Si tratta di conti indicativi che comunque possono servire da riferimento per iniziare qualche ragionamento sul prossimo piano di semine, ricordando sempre la diversificazione delle colture imposta dal greening che comporta la semina di due o tre colture a seconda dell’estensione della superficie a seminativo dell’azienda di cui la principale può coprire al massimo il 75% della superficie.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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